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Agustí Chalaux de Subirà, Brauli Tamarit Tamarit.

Il Capitalismo Comunitario.
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Uno strumento per costruire la pace.
Agustí Chalaux de Subirà.

Leggende semitiche sulla banca.
Agustí Chalaux de Subirà.

Moneta telematica e strategia di mercato.
Magdalena Grau, Agustí Chalaux.

Omaggi e biografie:

Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).

Capitolo 9. Contabilità globale di mercato. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Capitolo 10. Un'ipotesi sulla strategia di mercato interno. Moneta telematica e strategia di mercato.

Allegato al capitolo 9.

Come abbiamo detto nel comma 5 del capitolo 9, consideriamo il mercato come una realtà complessa dove confluiscono degli agenti e delle merci per dar luogo a degli scambi, condizionati da un sistema monetario e strutturati in cicli e sottocicli principali.

Tutti questi elementi saranno esaminati più dettagliatamente qui di seguito.

  1. Le merci.

  2. Le merci sono beni utilitari in quanto sono scambiate in un mercato. Sono quindi l'oggetto passivo di ogni scambio essenziale entro il mercato. Si possono considerare due tipi fondamentali di merci:
    1. Le merci produttrici.

    2. Sono i cosiddetti «fattori attivi di produzione», «agenti produttivi» o «merci produttrici» e possiamo definirli come delle forze che entro un'azienda collaborano nella produzione di beni utilitari. Certamente sono vere merci -per lo meno dopo un certo momento storico- perche i loro proprietari le cedono contro una ricompensa che generalmente si chiama salario.
      Nel mercato attuale, le merci produttrici che collaborano nel processo produttivo di un'azienda -e sono ricompensate da questa- possono suddividersi nelle seguenti categorie:
      1. L'azienda stessa in quanto tale che si autoricompensa percependo degli utili residuali totali. Da questi bisognerà scontare i dividendi che l'azienda assegna legalmente ai suoi azionisti. La retribuzione dell'azienda è quindi costituita dalle riserve che sono rifornite con gli utili.
      2. Il lavoro, acquisito dall'azienda per mezzo dei salari stessi pagati sia al personale dipendente sia al personale di direzione (staff).
      3. Il capitale acquisito dall'azienda:
        • contro dei dividendi proporzionali alla parte degli utili che sono distribuiti agli azionisti, se si tratta di capitale che partecipa nell'azienda;
        • contro degli interessi fissi se si tratta di capitale che non partecipa nell'azienda (obbligazioni, cambiali, crediti, prestiti, ipoteche, ecc.).
      4. L'invenzione acquisita dall'azienda, sia con un solo pagamento sia pagando delle royalties, sia con un contratto misto.

      5. Probabilmente, i quattro fattori (privati) di produzione che abbiamo descritto non saranno immediatamente accettati in quanto tali. I manuali e trattati classici di economia, per esempio, riconoscono unicamente i seguenti tre: lavoro, capitale e risorse naturali. La relazione di fattori attivi di produzione presentata risponde semplicemente ad un desiderio di essere pratici: quello che è remunerato dall'azienda sarà considerato come un fattore di produzione. L'azienda, in quanto percepisce utili, e l'inventore, in quanto percepisce royalties, devono quindi essere considerati come fattori di produzione. Osserviamo che tutti sono ben definiti e personalizzati: «la produzione è un compito dell'uomo».
        In quanto alle risorse naturali, e specialmente la terra, saranno considerate qui non come fattori attivi di produzione, ma come fattori passivi, merci prodotte che l'uomo trasforma nel suo lavoro di produzione di nuove merci prodotte. (v. schema N. 2).
    3. Le merci prodotte.

    4. Le merci prodotte (oggetti inerti, oggetti di servizio e servizi utilitari) sono beni utilitari ottenuti grazie all'azione trasformatrice di materie prime effettuata dalle merci produttrici.
      In rapporto al luogo che occupano nei processi produttivi, possono essere classificate nel modo seguente:
      1. Merci socialmente non finite. Sono quelle che non hanno ancora esaurito la loro vita mercantile e che devono restare nel mercato per una delle cause seguenti:
        • perché sono comprate da un'azienda allo scopo di trasformarle e venderle di nuovo ad altri; sono allora merci tecnologicamente e socialmente non finite, che chiameremo normalmente merci di produzione corrente;
        • perché sono comprate da un'azienda che le utilizzerà strumentalmente nei suoi processi di produzione; si tratta allora di merci tecnologicamente finite ma socialmente non finite, che chiameremo normalmente merci d'investimento;
        • perché sono comprate da un'azienda del tipo commercio o industria al minuto per venderle ai consumatori; si tratta allora di merci tecnologicamente finite e socialmente non finite, che chiameremo merci destinate al consumo.
      2. Merci socialmente finite. Sono quello che esauriscono la loro vita mercantile quando sono comprate dal consumatore, il quale non farà più operazioni con esse, ma semplicemente le userà. (v. schema N. 3).
  3. Gli agenti del mercato.

  4. Gli agenti attivi dello scambio - soggetti scambiatori- sono classificati pure secondo il tipo di merci che scambiano. Si può considerare la seguente classificazione:
    1. Aziende, che comprano e vendono merci prodotte socialmente non finite e comprano merci produttrici contro un salario.
    2. Produttori (comprese le aziende) che scambiano le loro merci produttrici contro un salario.
    3. Consumatori, che acquisiscono le merci socialmente finite nei negozi ed industrie al minuto.
  5. I cicli del mercato.

  6. Di tutte le classificazioni considerate finora si segue facilmente un'analisi del mercato globale con i seguenti cicli basati sul tipo di transazione effettuata, sempre rispetto alle merci prodotte:
    1. Ciclo di produzione, dove sono compresi tutti gli scambi di merci prodotte socialmente non finite e che si divide in:
      1. Sottociclo della produzione e commerci all'ingrosso, che comprende tuti gli scambi di merci di produzione corrente.
      2. Sottociclo della produzione d'investimento, che comprende tutti gli scambi di merci di investimento utilitario.
      3. Sottociclo di commerci e industrie al minuto, che comprende tutti gli scambi di merci destinate al consumo.
    2. Ciclo del consumo, dove sono compresi tutti gli scambi di merci prodotte socialmente finite, cioè gli scambi effettuati fra commerci e industrie al minuto ed i consumatori.

    3. Bisogna considerare pure un altro ciclo mercantile: il ciclo del commercio estero, che si distingue non soltanto per il tipo di scambio effettuato -dato che include scambi di qualunque tipo di merci- ma principalmente perché un destinatario commerciale (compratore o venditore), in questo ciclo appartiene sempre ad un'altra società geopolitica.
  7. Implicazioni pratiche.

  8. Come abbiamo già detto nel capitolo 9, l'analisi dei diversi elementi e cicli del mercato risponde ad una volontà di un chiarimento fenomenologico massimo, per una conoscenza scientifica più rigorosa e per una pratica politica più efficace.
    Bisogna ricordare qui che la conoscenza esatta di ognuno degli elementi e cicli è soltanto possibile attraverso l'introduzione della fattura-assegno telematica come unico strumento monetario legale e reale. Il sistema monetario è uno degli elementi chiave nel mercato, e se non abbiamo fatto un riferimento esplicito ad esso in questo allegato, è perchè consideriamo scontato tutto quanto abbiamo detto a questo riguardo nei capitoli precedenti.
    Dobbiamo ora esaminare alcuni degli aspetti tecnici dell'analisi fatta. La distinzione chiara di elementi, processi e realtà mercantili rende possibile infatti un'organizzazione tecnica del mercato, in funzione di ogni opzione politica considerata.
    Presenteremo ora alcune delle norme che possono servire di appoggio legale a tutto quanto abbiamo detto finora. Le ragioni di fondo per queste norme -cioè l'opzione politica che le ispira-non saranno spiegate in dettaglio, dato che costituiranno l'oggetto di un altro volume. Descriveremo quindi le norme proposte dal punto di vista esclusivamente tecnico e limitato a tipi di fattura-assegno, a statuti di agenti mercantili, a tipi di conto corrente ed a categorie di stabilimenti di contabilità.
    1. Distinzione legale di tipi di fatture-assegno.

    2. I diversi tipi di operazioni monetarie implicate nei diversi cicli mercantili e la varietà di agenti rende necessaria la preparazione di diversi modelli di fatture-assegno telematiche per ogni tipo di operazione monetaria, per una maggior comodità e semplificazione dei programmi telematici.
      Questa distinzione sarà molto facile da applicare attraverso codici numerici, colori, ecc. (la carta e le misure standard), e comprenderà le seguenti divisioni:
      • 1. Fattura-assegno di compra-vendita di merci prodotte.
        • 1.1. Fatture-assegno inter-aziendali, cioè di compra-vendita di merci socialmente non finite, fra due aziende (ciclo della produzione):
          • Fatture-assegno di compra-vendita di merci di produzione corrente (sotto-ciclo della produzione e commercio all'ingrosso);
          • Fatture-assegno di compra-vendita di merci da investimento (sotto-ciclo della produzione da investimento);
          • Fatture-assegno di compra-vendita di merci destinate al consumo (sotto-ciclo della produzione per il consumo, cioè acquisti dei negozi e industrie al minuto da quelli all'ingrosso).
        • 1.2. Fatture-assegno di consumo, cioè di compra-vendita di merci socialmente finite, fra un negozio o industria al minuto e un consumatore (ciclo del consumo).
      • 2. Fatture-assegno di compra-vendita di merci produttricci.

      • Sono fatture-assegno salariali fra un'azienda e le merci produttrici da essa acquistate. Queste fatture-assegno non si emetteranno per ogni merce, anzi ogni azienda le farà includendo tutte le merci da produzione acquistate in un periodo dato. Avranno dunque l'aspetto del foglio salari, e si indicherà il totale dei salari que l'azienda deve pagare. Queste f-a-salario saranno trasmesse alla Confederazione Generale di stabilimenti di contabilità, che distribuirà i salari sui conti correnti dei dipendenti beneficiari. Bisogna anche acggiungere che tutti questi tipi di fattura-assegno devono essere chiaramente diversi secondo di che cosa si parli: compra-vendita nei limiti del commercio interno della società geopolitica oppure compra-vendita nei limiti del commercio internazionale. (v. schema N. 4).
    3. Differenza legale degli statuti degli agenti mercatili.

    4. La legge riconoscerà soltanto i seguenti agenti mercantili:
      1. Le aziende (semplici produttrici): comprano merci da produzione e merci prodotte, che combinano e trasformano per ottenere nuove merci prodotte da vendere.
      2. I produttori-consumatori, vendono ad un'azienda la loro merce da produzione e con il salario ottenuto possono partecipare come compratori nel ciclo del consumo.
      3. I semplici consumatori, che non hanno alcuna merce da produzione da scambiare sul mercato della produzione1. A questi agenti, semplici consumatori, la società geopolitica assegnerà dei salari di solidarietà sociale grazie ai quali potranno partecipare nel ciclo del consumo come compratori; questo sarà il loro unico intervento nel mercato.

      4. Gli statuti sociali di ognuno di questi gruppi di agenti mercantili dovranno essere molto ben definiti dalla legge perché non vi sia la possibilità di ambiguità. (v. schema N. 5.).
    5. Differenza legale dei tipi di conto corrente.

    6. Per una maggior chiarezza mercantile e sociale degli statuti menzionati, le diverse operazioni monetarie -rappresentate dalle diverse fatture-assegno- si effettueranno pure attraverso conti correnti di diverso tipo, e soltanto per mezzo di questi.
      I diversi tipi di conti correnti che potranno essere aperti in uno stabilimento di contabilità saranno tre:
      1. Conti correnti di produzione (soltanto nelle banche): sono i conti correnti delle aziende dedicate alla produzione. Tutte le operazioni interaziendali ed il pagamento dei salari privati (come abbiamo detto) si effettueranno attraverso uno di questi conti. Ogni azienda potrà aprirne tutti quelli che vorrà.
      2. Conti correnti di risparmio di produzione: sono i conti correnti dove i professionali utilitari (cioè lavoratori, capitalisti, impresari, inventori) versano i loro guadagni salariali-privati,pagati dall'azienda: salari, royalties e utili, rispettivamente. Secondo il numero di rimunerazioni percepite da un professionista utilitario distingueremo:
        • conti correnti di risparmio di produzione uni-salariale (soltanto casse di risparmio);
        • conti correnti di risparmio di produzione multi-salariale (solo nelle banche);

        • Sia in un caso come nell'altro2 le operazioni che si potranno fare per mezzo di un conto corrente di risparmio di produzione saranno soltanto le due seguenti:
          • investire un capitale, per mezzo di un contratto adatto, sia in una banca o direttamente in un'azienda (se colui che impiega i capitali è uni-salariato, nel momento di percepire gli interessi diventerà multi-salariato e dovrà cancellare il suo conto corrente da uni-salariato ed aprirne uno da multi-salariato).
          • trasferire la quantità desiderata al «conto corrente di risparmio di consumo», che spieghiamo qui di seguito.
      3. Conti correnti di risparmio di consumo (solo nelle casse di risparmio): questi conti correnti potranno essere alimentati esclusivamente con:
        • potere di acquisto di origine privato, procedente dai conti correnti di risparmio di produzione;
        • potere di acquisto di origine comunitario, procedente dai «salari di solidarietà sociale» stabiliti per legge3. (v. schema N. 6.).

        • Se partiamo da un conto corrente di risparmio di consumo, qualunque sia l'origine -privato o comunitario- del suo potere di acquisto, si possono effettuare operazioni di compra-vendita di merci finite, cioè di consumo. Non si potrà fare assolutamente nessun altro tipo di operazione, e non si potranno trasferire quantità da questo conto corrente ad un altro.
    7. Differenza legale di tipi di stabilimenti di contabilità.

    8. Finalmente bisogna considerare pure necessaria la distinzione radicale di due tipi di stabilimenti di contabilità, a causa delle loro caratteristiche e funzioni molto diverse.
      Questa differenze si ritrova nel contesto della distinzione fra «società utilitaria» e «società liberale» (v. capitolo 14). Le banche e le casse di risparmio si distingueranno radicalmente per i tipi di funzione e servizi che secondo la legge potranno offrire alla società utilitaria e per i tipi di rimunerazione che riceveranno per questi servizi.
      1. Le banche. Saranno aziende utilitarie come le altre, specializzate nell'oferta di «servizi di contabilità» a tutte le altre aziende utilitarie non di contabilità, ma i loro servizi saranno limitati esclusivamente al ciclo della produzione.

      2. Infatti, come abbiamo già visto, nelle banche si potranno aprire soltanto «conti correnti di produzione delle aziende» e «conti correnti di risparmio di produzione multi-salariale» (dei professionisti utilitari multi-salariati). Questo significa che soltanto tratteranno potere di acquisto del ciclo della produzione, ma non potranno mai trattare potere di acquisto del ciclo del consumo.
        I servizi offerti dalle banche saranno fondamentalmente i seguenti:
        • in primo luogo si occuperanno dei conti correnti indicati e per questo riceveranno dal Tesoro una commissione accordata fra la corporazione delle banche4 e le autorità monetarie dello stato. Dobbiamo osservare a questo punto che i professionisti utilitari multi-salariati per percepire le loro diverse entrate dovranno costituirsi sotto la figura giuridica di «società per azioni», sia uni-individuale o multi-individuale: di modo che tutti i clienti delle banche saranno per legge ditte.
        • in secondo luogo, e questo sarà il loro compito e principale fonte di affari, le banche potranno dedicarsi all'occupazione specificamente bancaria della «capitalizzazione», cioè la conversione del risparmio accumulato nei conti correnti in capitale utilizzabile nel ciclo della produzione. Infatti da sempre le banche si sono dedicate a fornire al mercato il «potere di acquisto» che in uno spazio-tempo concreto gli manca per continuare o aumentare i suoi processi di produzione. Questo potere di acquisto venduto al ciclo della produzione riceve correttamente il nome di «capitale». Le banche «producono capitale» per mezzo di diverse tecniche e procedimenti bancari: prestiti, sconti di cambiali, ecc. che come abbiamo già visto nel capitolo 4, sono sempre un'«invenzione di danaro» sui depositi effettuati dai clienti. Ma come vedremo più avanti, la socializzazione di tutti i saldi positivi dei conti correnti liberi impedisce alle banche di «capitalizzare» su detti saldi, su queste «risorse altrui». Per questa ragione quindi le chanche dovranno limitare la loro «invenzione di danaro» esclusivamente ai capitali e riserve suoi ed alle quantità che, pur avendo origine nei conti correnti, siano depositate a termine, cioè cedute alla banca esplicitamente per essere capitalizzati. Questi depositi a termine nelle banche non saranno socializzati.
        • finalmente le banche si occuperanno, su richiesta dello stato, della distribuzione dei «crediti della comunità per investimenti» (v. capitolo 12) e per questo servizio riceveranno per ogni credito concesso l'interesse bancario normale (anticipiamo che i crediti della comunità per investimenti implicano un interesse doppio dell'interesse bancario ordinario).
      3. Le casse di risparmio. Si dedicheranno pure al servizio della società utilitaria, ma soltanto entro il ciclo di consumo. Dato che il ciclo del consumo comprende tutti i membri della società geopolitica, è necessario dare alle casse di risparmio uno Statuto Liberale: i loro servizi non saranno pagati direttamente dai clienti, ma saranno gratis e finanziati dalla comunità per mezzo dei relativi «salari e fondi di solidarietà sociale» (v. capitolo 12).

Il servizio principale delle casse di risparmio è l'ammnistrazione dei «conti correnti di risparmio di produzione uni-salariale» e dei «conti correnti di risparmio di consumo».

Ma oltre questo servizio concretamente utilitario, le casse di risparmio hanno come oggetto funzioni sociali non-utilitarie in diretto rapporto con la vita sociale di ognuna delle persone ivi registrate.

Le casse di risparmio dunque -strutturate localmente per quartieri e confederate entro la società geopolitica- faranno da «anagrafe»: ogni cittadino sarà iscritto nella cassa di risparmio del suo quartiere, dove immediatamente gli sarà aperto un «conto corrente di risparmio di consumo» con un numero telematico che conserverà lungo tutta la sua vita e che l'identificherà in tutte le sue attività sociali. Le casse di risparmio si occuperanno di emettere, conservare e archiviare tutti gli altri documenti necessari alla società civilizzata: libretto sanitario, libretto di studi, documenti dell'automobile, ecc., tutti quanti con lo stesso numero telematico anteriore. Tutti i servizi sociali e informativi effettuati saranno completamente gratis. (v. schema N. 7.).


Note:

1E il caso per esempio di tutti i liberi professionisti e gruppi e di tutte le persone attualmente marginate, per ragioni di danaro, che qui consideriamo totalmente esclusi dal mercato della produzione.
2Questa distinzione si fa per poter sapere in qualunque momento quanti unisalariati vi sono nella società geopolitica, e questo perche uno degli scopi proposti è appunto la sparizione di questa categoria di professionisti utilitari: gli unisalariati. Questo sarà possibile grazie allo sviluppo dell'autogestione, che implica la partecipazione del lavoratore negli utili dell'azienda.
3I conti correnti di risparmio di consumo dei professionisti utilitari saranno alimentati simultaneamente da due tipi di potere di acquisto, dato che essi, oltre alla loro rimunerazione salariale-privata, ricevono un salario di solidarietà sociale (sss) di tipo generale (v. capitolo 12); invece le persone non utilitarie avranno, grazie al principio di solidarietà totale, un conto corrente di risparmio di consumo alimentato esclusivamente dal potere di acquisto di origine comunitario. Come vedremo nel capitolo 12, queste persone sono: gli individui senza professione nè occupazione utilitaria per qualunque ragione; le famiglie -indipendentemente dagli introiti salariali dei loro membri-; i liberi professionisti, le istituzioni libere, le associazioni libere di cittadini a fini non di lucro. Tutti quanti sono semplici consumatori, rispetto ai professionisti utilitari, che sono produttori-consumatori.
4Come si spiega nel capitolo 14, tutte le aziende utilitarie saranno obbligate a riunirsi in corporazioni.

Capitolo 9. Contabilità globale di mercato. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Capitolo 10. Un'ipotesi sulla strategia di mercato interno. Moneta telematica e strategia di mercato.

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