Català | Castellano | English | Français | Deutsch | Italiano | Galego | Esperanto
En aquest lloc «web» trobareu propostes per fer front a problemes econòmics que esdevenen en tots els estats del món: manca d'informació sobre el mercat, suborns, corrupció, misèria, carències pressupostàries, abús de poder, etc.
Home | Chi siamo? | Contatto ed e-mail | Blog

• Scritti di opinione.

Pubblicazioni del Centro:

Breve storia della moneta.
Agustí Chalaux de Subirà, Brauli Tamarit Tamarit.

Il Capitalismo Comunitario.
Agustí Chalaux de Subirà.

Uno strumento per costruire la pace.
Agustí Chalaux de Subirà.

Leggende semitiche sulla banca.
Agustí Chalaux de Subirà.

Moneta telematica e strategia di mercato.
Magdalena Grau, Agustí Chalaux.

Omaggi e biografie:

Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).

Capitolo 13. Strategia di equilibrio nel commercio estero. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato.

Capitolo 14. Nuove norme di mercato.

  1. Scopi di questo capitolo.
  2. Liberta e disordine nel mercato.
  3. Leggi minime per la protezione delle liberta mercantili.

1. Scopi di questo capitolo.

Il mercato è l'oggetto di questo saggio sulla possibilità di riforma del sistema monetario d'accordo con la superiorità delle attuali tecnologie dell'informazione. L'ipotesi che presentiamo è che il sistema monetario dev'essere scientifico e quindi completamente informativo sugli atti mercantili portati a termine1. Inoltre quest'informazione deve essere alla portata di chiunque ne abbia bisogno.

Malgrado che il mercato sia il tema di riferimento nel corso di tutto il saggio, non abbiamo ancora parlato di esso in modo esplicito. Questo capitolo è dedicato alla riflessione sulle nuove forme che potrebbe adottare un mercato con un sistema monetario come quello descritto.

Non studieremo ora le ripercussioni strettamente tecniche, che abbiamo già descritto: conoscenza scientifica del mercato, analisi e statistica globale del mercato, preparazione di strategie di equilibrio di mercato, ecc., ma cercheremo di andare oltre per poter studiare delle possibili pratiche sociali innovatrici in seno al mercato.

Il cosiddetto «mercato libero», oggetto di tanti entusiasmi e di tante maledizioni nella critica storica dei due ultimi secoli, è un elemento chiave della trama sociale. Effettivamente, le norme di funzionamento di un mercato -non quelle strettamente monetarie, ma tutte quante- hanno una gran importanza per lo sviluppo della società geopolitica totale.

In definitiva quindi in questo capitolo cercheremo di dimostrare che la riforma monetaria proposta può essere la base per dar forma a nuove «norme del gioco mercantile» che rendano possibile la costituzione di un mercato veramente libero in una società veramente libera.

2. Liberta e disordine nel mercato.

Il «mercato libero», in quanto libertà di agire in esso senza sottomettersi ad alcun tipo di disciplina, di regolamento ed equilibrio delle forze diverse ed interessi contrari, è stato sempre un inganno. Nella pratica i più forti hanno prevalso sui più deboli.

Le grandi ditte rovinano le piccole, gli impresari sfruttano i lavoratori, la pubblicità manipola i consumatori..., ogni tipo di ingiustizie e crimini mercantili sono stati consumati e si consumano ancora sotto il velo protettore della moneta anonima, che attribuisce la massima impunità a chi la usa. Il potere del danaro anonimo nel mercato, e quindi in tutta la società, si chiama plutocrazia.

Di fronte a questa realtà così evidente della corruzione permanente del mercato, molti hanno scelto di negarlo, proponendo l'instaurazione di una pianificazione burocratica che stabilisca quello che si deve produrre, come, quando, a chi si deve vendere, che cosa si deve risparmiare..., secondo le necessità di tutta la popolazione.

Ma storicamente questo sistema di centralizzazione statale non ha raggiunto del tutto i risultati sperati e di fatto provoca l'apparizione di nuove forme ribelli di mercato libero e di mercato nero nel suo seno.

Un'opzione più realista può essere quella di trovare e stabilire i meccanismi che facciano sì che la libertà del mercato non si trasformi in disordine e plutocrazia.

Una libertà reale di mercato significa:

  1. libertà per tutti. Bisogna impedire che il forte rovini il debole, che il «pesce grande mangi il piccolo». Per questo la legge dovrà proteggere con efficacia le libertà e i diritti di tutti gli agenti del mercato.
  2. libertà responsabile. Ogni atto libero del mercato dev'essere personalizzato e quindi responsabile di fronte alla Giustizia. L'uso obbligatorio della fattura-assegno è la garanzia di questa responsabilizzazione.

Il tema della responsabilità è chiave in un mercato realmente libero. Soltanto la chiarezza e la trasparenza, rese possibili da uno strumento monetario documentario e personalizzatore, può eliminare la plutocrazia, «il potere occulto del danaro anonimo» che transforma la «libertà» in oppressione.

Grazie alla fattura-assegno telematica, i giudici di istruzione di una «Giustizia specializzata nel mercato monetario» potranno ricevere tutta la documentazione omni-personalizzata, in ogni caso concreto e in tutto quanto fa riferimento alle transazioni monetarie. Come abbiamo già detto nel capitolo 7, l'accesso all'archivio personalizzato dev'essere riservato precisamente alla Giustizia. Qualunque atto mercantile potrà, da ora in avanti, essere conosciuto e giudicato oggetivamente.

Un mercato chiaro, realmente libero e responsabile potrà, senza paura nè reticenze, dedicarsi a raggiungere i seguenti obiettivi:

  • una produzione massima, di ottima qualità, al servizio di tutta la popolazione, impiegando il minimo sforzo e rischio da parte dei diversi fattori privati di produzione;
  • un investimento massimo e ottimo nel ciclo della produzione, anche con uno sforzo e rischio tecnologicamente ridotti al minimo;
  • un consumo massimo e ottimo di tutti i membri della società, senza cadere nel consumismo stupido provocato attualmente dalle tecniche pubblicitarie.

Ma prima di andare avanti dobbiamo chiarire un punto fondamentale, un principio basico che dobbiamo aggiungere a quelli già elencati per ottenere un corretto funzionamento del mercato. Si tratta della necessità di distinguere fra società utilitaria e società liberale. Come sappiamo, la società utilitaria è quella formata da tutti gli agenti mercantili e le loro relazioni. Ma in tutta la società esiste un altro settore che tradizionalmente si dichiara di vocazione disinteressata al servizio del prossimo: la società liberale, che sebbene oggi è quasi totalmente mercantilizzata, dovrebbe essere in realtà nettamente differenziata e separata dal mercato. Solo così il mercato può funzionare a pieno rendimento e le attività e le professioni liberali possono ritornare alla loro vocazione originale.

3. Leggi minime per la protezione delle liberta mercantili.

Un mercato realmente libero per tutti deve rispettare delle nuove regole di gioco che delimitino un campo nel quale vi sia la massima libertà per tutti, ma queste libertà non dovranno essere la scusa nè il pretesto per costituire dei gruppi di potere.

L'insieme di misure e norme proposte dev'essere egualmente lontano dal classico «laissez faire» come dalla pure classica «pianificazione burocratica».

Le libertà mercantili che da sempre il mercato ha riconosciuto, si possono riassumere nei seguenti principi:

  1. libertà di iniziativa e proprietà privata di tutti gli agenti mercantili;
  2. libertà di concorrenza leale fra tutti gli agenti mercantili;
  3. diritto ad una nascente e crescente proprietà comunitaria (secondo l'ipotesi proposta nel capitolo 10).

Per proteggere queste libertà proponiamo l'introduzione di un insieme di misure, fra la quali distinguiamo le seguenti:

  • libera assunzione e licenziamento per assicurare una maggior efficacia produttiva, sia da parte dell'azienda sia da parte del personale collaboratore. In cambio si stabilisce un salario sociale automatico ed indefinito di disoccupazione.
  • Organizzazione corporativa delle aziende: le aziende si riuniranno in corporazioni, e queste costituiranno enti che stabiliranno una disciplina interna del mercato, secondo leggi costituzionali.
  • Salario minimo interprofessionale: il doppio del salario sociale di disoccupazione involontaria. Questo salario minimo è la garanzia pratica contro il disordine del «liberalismo», che si basa sulla pressione della miseria del «proletariato di riserva» per mantenere delle condizioni di lavoro indegne e dei salari da fame.
  • Interesse minimo comunitario per tutti i saldi di conti correnti «a vista», per favorire sia il risparmio dei lavoratori sia quello delle aziende.
  • Prezzi di vendita minimi anti-dumping, preparati da ogni corporazione per evitare la creazione di monopoli. I monopoli usano precisamente la tattica di ribassare i prezzi sotto costo per rovinare la concorrenza e dopo poterli aumentare a volontà.
  • Pubblicità corporativa: soppresione di tutta la pubblicità aziendale e preparazione di una sola pubblicità corporativa, completamente oggettiva e gratuita.
  • Socializzazione di certi servizi: soltanto quelli che per motivi tecnici risultano più efficaci se sono monopolizzati (acqua, luce, telefono, informatica, ecc.) localmente nel modo più adatto (municipi, regioni, società geopolitica, ecc.). Questo monopolio implica un servizio completamente gratis per l'utente. Bisognerà però riconoscere la libertà di creare servizi privati in concorrenza con i servizi monopolizzati.
  • Progressiva riduzione delle imposte a misura che si conferma un crescente «bene comune mercantile» rappresentato dagli eccedenti di produzione. Tutte le imposte dovranno essere ridotte ad un'unica «imposta di solidarietà sociale» che dovrà sparire a poco a poco.
  • Salari sociali-finanziari, in rapporto con la ricchezza comune, e stabiliti secondo i diversi statuti (v. capitolo 12):
    • Statuto Generale: per tutta la cittadinanza.
    • Statuto Utilitario: per certi casi dei professionisti utilitari.
    • Statuto Liberale: per tutti i liberi professionisti.
    • Statuto Misto:
      • per ditte artigianali.
      • per certi ditte alle quali i politici con considerano conveniente concedere il monopolio tecnico esige un servizio ed uno statuto liberale completamente gratuito.

Lo sviluppo tecnico e le motivazioni politiche di queste misure saranno studiate in un altro volume.


Nota:

1Ad esclusione sempre, come abbiamo già detto in precedenza, dei dati personalizzati, il cui accesso è riservato alla Giustizia.

Capitolo 13. Strategia di equilibrio nel commercio estero. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato.

Home | Chi siamo? | Contatto ed e-mail