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Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).

Capitolo 11. Strategia fiscale. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Capitolo 13. Strategia di equilibrio nel commercio estero. Moneta telematica e strategia di mercato.

Capitolo 12. Distribuzione solidale della massa monetaria comunitaria.

  1. Scopo di questo capitolo.
  2. I crediti d'investimento.
  3. Le finanze di consumo.

1. Scopo di questo capitolo.

Economia è il termine che riserviamo specialmente per indicare la equa distribuzione della ricchezza comunitaria, sia ottenuta per mezzo dell'invenzione di danaro di solvibilità comunitaria (crediti e finanze), sia ottenuta positivamente.

Non ci soffermeremo in questo capitolo a considerare i principi di quest'attività economica sotto il punto di vista etimologico classico di questa parola1.

Ci referiremo soltanto agli aspetti tecnici di questa distribuzione, in modo da poterli sottometere ad uno studio più approfondito dei tecnici e specialisti in materia.

Come abbiamo già detto, la ricchezza comunitaria si distribuirà sotto due aspetti ben diversi: il crediti e le finanze. Ora descriveremo una possibile organizzazione politica tecnica di questa distribuzione di crediti e finanze.

Dobbiamo osservare che nel caso in cui gli eccedenti di produzione non fossero sufficienti per coprire le necessità comunitarie di crediti e finanze, definite per legge dalla società geopolitica, si dovrebbe allora utilizzare come fonte alternativa la tassa unica di solidarietà sociale, secondo una percentuale calcolata per queste necessità.

2. I crediti d'investimento.

A. Calcolo.

I crediti d'investimento saranno calcolati, globalmente e settorialmente, sui rispettivi eccedenti di produzione da investimento in ogni esercizio economico considerato.

B. Distribuzione.

I crediti d'investimento si concederanno:

  • a tutte le ditte che vogliano effettuare un investimento necessario per aumentare la sua efficacia produttiva e che non dispongano di sufficiente potere di acquisto. Dovranno presentare garanzie tecniche e commerciali del progetto presentato, ma non si richiederanno garanzie materiali.
  • a tutti i candidati a impresari che presentino un progetto con garanzie di successo e che non dispongano di risorse sufficienti per cominciare, nè per chiedere un prestito in banca.

Sebbene i crediti da investimento sono concessi dalla società geopolitica, le banche agiranno come mediatori in quest'operazione. Esse dispongono di mezzi umani e tecnici che non è necessario duplicare. Le banche dunque saranno incaricate dalla società geopolitica di effetuare gli studi dei progetti di investimento o creazione di nuove ditte che verranno presentati. Giudicheranno la loro credibilità e decideranno sulla concessione o meno del credito richiesto, sotto la loro responsabilità.

Come ricompensa a questa attività le banche distributrici di crediti riscuoteranno un interesse bancario normale -per questo i crediti comunitari pagheranno un interesse doppio che il libero interesse bancario. Le banche accetteranno la responsabilità completa nel caso di insolvibilità della ditta alla quale sarà stato concesso un credito, per un sistema di corresponsabilità parziale solidale di ogni impiegato che abbia conceduto ogni credito, di tutti gli impiegati che abbiano conceduto il credito e della banca stessa. Questo sistema è molto efficace in tutte le grandi banche con impiegati competenti e ben pagati, responsabili personalmente di ogni operazione effettuata da ognuno e corresponsabili tutti assieme dal momento in cui il responsabile diretto non può coprire il totale della parte che gli corrisponde delle possibili perdite.

Ricapitolando, le condizioni del credito comunitario da investimento radicalmente diverse da quelle del prestito bancario, saranno le seguenti:

  1. Il benefeciario non ha bisogno di avalli, nè suoi nè di terzi, su proprietà o capitali effettivamente esistenti. La sua unica garanzia sarà la capacità produttiva-tecnica della ditta.
  2. La concessione del credito implicherà la designazione di un codirettore che controllerà la gestione della ditta e l'utilizzazione del credito, per conto della banca che l'ha concesso.
  3. Nel periodo iniziale, per esempio di tre anni -termine generalmente considerato necessario perché qualunque installazione produttiva nuova dia un rendimento normale- non si dovranno pagare interessi. Dopo questo periodo iniziale si pagheranno interessi doppi del libero interesse bancario. La metà di questo interesse sarà per la banca e l'altra metà per il Tesoro comunitario.
  4. Non ci sarà una clausola fissa di restituzione del credito; ma finchè il credito non sia stato restituito si continuerà a pagare interessi doppi e il co-direttore nominato resterà nella ditta.

L'obiettivo principale dei crediti comunitari d'investimento è stimolare la creazione di ricchezza aziendale-privata, d'accordo con i criteri di massima produzione, ottima qualità e minimo sforzo e rischio. Per questa ragione il criterio fondamentale per la concessione dei crediti sarà quello dell'efficacia tecnica-produttiva dimostrata dal richiedente.

Ma per mezzo dei crediti comunitari è anche possible favorire un tipo o l'altro di formazione aziendale, di modo che questi crediti possono diventare elementi molto importanti di politica economica, nel senso di favorire certi tipi di azienda che la società geopolitica considera più convenienti o interessanti.

Così, dopo aver compiuto la condizione indispensabile di efficacia produttiva, si potranno stabilire linee preferenziale di crediti per quelle ditte che abbiano certe condizioni: ditte autogestite, ditte di dimensioni ottimali, ecc.

3. Le finanze di consumo.

A. Calcolo.

Le finanze comunitarie di consumo sono danaro distribuito a fondo perso -cioè gratis- da usare esclusivamente nel consumo.

Il volume di massa monetaria da destinare a finanze comunitarie di consumo sarà secondo gli eccedenti di produzione di consumo realmente esistenti nel mercato (eccedenti di produzione in potere dei negozi e delle ditte al minuto).

B. Scopi.

Lo scopo principale della distribuzione di finanze comunitarie è di far sparire radicalmente la miseria e la marginazione sociale dovute alla mancanza di danaro, assicurando ai membri della società geopolitica un minimo vitale degno.

Per questa ragione, il criterio che spinge la distribuzione di fondi non è l'efficacia produttiva, e nemmeno i meriti sociali, ma la considerazione oggettiva delle necessità vitali minime di consumo di tutta la popolazione, necessità che devono essere riempite d'accordo con il principio di una totale solidarietà comunitaria.

C. Distribuzione.

La considerazione delle necessità vitali minime di consumo della popolazione porta a distinguere entro questa dei gruppi ben definiti rispetto alle loro possibilità di consumo.

In primo luogo ci sono i produttori-consumatori: sono i professionisti utilitari, che consumano d'accordo con un potere di acquisto di provenienza doppia:

  1. di origine salariale-privato, rimunerazione della loro partecipazione attiva nella società utilitaria-produttiva;
  2. di origine finanziario-comunitario, secondo lo Statuto Generale ed occasionalmente lo Statuto Utilitario che vedremo poi.

In secondo luogo, ci sono i semplici consumatori, che non appartengono alla società utilitaria produttiva, ma a quella utilitaria-consumatrice. I semplici consumatori sono:

  1. i professionisti e collettivi liberali, che hanno esclusivamente un potere di acquisto per consumo di origine finanziario comunitario d'accordo con lo Statuto Liberale;
  2. e gli individui senza professione, le famiglie (indipendentemente dalle entrate individuali di ognuno dei loro membri), che hanno anche un potere di acquisto per consumo finanziario-comunitario, d'accordo con lo Statuto Generale.

Le diverse necessità di questi due gruppi principali -oltre a quelle dei sotto-gruppi che vi possono essere compresi- dovranno essere riconosciute dall'esistenza di statuti finanziari diversi. Questi saranno basicamente i quattro che definiremo qui di seguito:

Statuto Generale: lo Statuto Generale accoglierà tutti senza distinzione indipendentemente dalla categoria utilitaria-consumatrice, dato che servirà per garantire ad ogni individuo e ad ogni famiglia certi minimi vitali eguali per tutti indispensabili nel corso della vita, ed ancor più in circostanze sfavorevoli di qualunque tipo (malattie, accidenti, invalidità, incapacità, morte, ecc.).

Statuto Liberale: per i consumatori di professioni libere, cioè per quelle persone che hanno una professione al servizio della società senza essere retribuite privatamente dal mercato. Per questo i professionisti non avranno potere di acquisto e sarà la società geopolitica che dovrà provvedere, per mezzo della Statuto Liberale, i salari e fondi professionali di solidarietà sociali sufficienti per vivere degnamente e esercire la loro professione con tutti i mezzi necessari.

Anche i collettivi liberi saranno mantenuti sui fondi finanziari-liberali e fra essi resta compreso tutto quanto oggi chiamiamo «assistenza sociale» e «servizi pubblici», educazione, medicina, sanità, comunicazioni, lavori pubblici..., e persino lo Stato e la Giustizia. Questo significa che tutti questi enti saranno completamente gratuiti per tutta la cittadinanza.

Statuto Misto: questo statuto è a metà strada fra l'utilitario e il liberale, dato che è stato ideato per un tipo di professionisti molto speciali: gli artigiani.

I professionisti utilitari disoccupati che vogliano dedicarsi all'artigianato, oltre agli artigiani di sempre, potranno entrare sotto lo Statuto Misto, che permetterà loro di perfezionare il loro mestiere e di vendere sul mercato la loro produzione artigianale otre a ricevere un aiuto finanziario dalla comunità.

Tutti questi statuti finanziari consisteranno dell'assegnazione di:

  1. salari mensili di solidarietà sociale a tutti i beneficiari individuali e famigliari;
  2. nel caso dei professionisti, che eserciscano individualmente o in gruppo, i fondi ordinari e straordinari di solidarietà sociale necessari;
  3. nel caso di gruppi, associazioni e istituzioni liberali, i necessari fondi ordinari e straordinari per il loro normale funzionamento ed efficacia.

La massa monetaria finanziaria totale di cui dispone la società geopolitica in ogni esercizio sarà divisa in due parti, secondo la legge:

  1. una parte destinata ai bilanci liberali ordinari ed ai salari di solidarietà sociale, secondo gli statuti;
  2. una parte destinata ai bilanci ed assegnazioni straordinari.

Per calcolare l'importo dei salari e bilanci della prima parte si può usare un semplice sistema di punti. Ad ogni salario individuale e bilancio ordinario si applicherà un numero determinato di punti da fissare politicamente per mezzo di una legge costituzionale. Così questa parte della massa monetaria finanziaria sarà divisa per il numero totale di punti che rappresentano tutti i salari individuali ed i bilanci ordinari. Questo darà il valore del punto e quindi il valore monetario dei diversi salari di solidarietà sociale e dei bilanci ordinari.

E evidente che il valore del punto potrà aumentare soltanto in funzione dell'aumento della massa monetaria finanziaria della società geopolitica, cioè della sua prosperità produttiva-economica. Ma potrebbe succedere che questa prosperità, questa massa finanziaria, diminuisse. In questo caso non si può ridurre l'importo dei salari e bilanci sociali ordinari che sono già stati concessi.

Questo montante dovrà essere mantenuto per mezzo dell'utilizzazione temporale della garanzia contabile che rappresentano i liberi saldi positivi giornalieri dei conti correnti a vista, il cui insieme è socializzato in qualità di risparmio comunitario (v. capitolo 9).

Non ostante il paragrafo precedente, la soluzione generale del problema deficitario generale dipende all'imposta di solidarietà sociale nella quantità vitalmente necessaria per il corpo sociale.


Note:

1dei molti significati attribuiti al vocabolo «economia» prendiamo qui quello di «distribuzione solidale».

  • NOMIA = equa distribuzione.
  • OIKOS = «bene comune della polis o società geopolitica».

Senofonte ridusse il suo significato a quello di «bene comune della comunità famigliare: la casa», dato che questo era il soggetto ristretto del suo studio.

Capitolo 11. Strategia fiscale. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Capitolo 13. Strategia di equilibrio nel commercio estero. Moneta telematica e strategia di mercato.

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