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Pubblicazioni del Centro:

Breve storia della moneta.
Agustí Chalaux de Subirà, Brauli Tamarit Tamarit.

Il Capitalismo Comunitario.
Agustí Chalaux de Subirà.

Uno strumento per costruire la pace.
Agustí Chalaux de Subirà.

Leggende semitiche sulla banca.
Agustí Chalaux de Subirà.

Moneta telematica e strategia di mercato.
Magdalena Grau, Agustí Chalaux.

Omaggi e biografie:

Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).

Uno strumento per costruire la pace.

Agustí Chalaux de Subirà.

I nobili ideali di Pace, Libertà e Giustizia nel mondo devono trovare delle strutture culturali, economiche, sociali e politiche adatte per potersi manifestare e sviluppare.

A partire dalla non-violenza intelligente e attiva, la lotta per raggiungere questi ideali non può consistere soltanto in attitudini di denuncia dell’ingiustizia, dell’oppressione e della guerra. La non-cooperazione e la disubbidienza civile ci devono portare ad un programma costruttivo, ad una alternativa concreta.

Una lotta esclusivamente «anti» qualche cosa, senza un ambito globale alternativo di riferimento, spesso risulta sterile. Non resta chiaro che la sola convergenza di molti gruppi che attuano delle lotte determinate (pacifisti, ecologisti, femministi, antimilitaristi, naturisti...) possa conformare un movimento alternativo, capace di creare un nuovo modello globale di società.

Non sembra neppure sufficiente l’annuncio di un modello di valori, di pensiero, di rapporti, per costruire una nuova civiltà. Il cambio culturale e di mentalità è molto importante, ma senza delle strutture che lo rafforzino farà che questo si riduca ad alcune piccole minoranze, spesso svincolate dal livello di coscienza generale.

In questa polemica fra strutture e ideali, possiamo far ricorso alla seguente analogia: gli ideali sono l’energia, e le strutture sono il motore. È necessario che gli ideali facciano funzionare le strutture, ma è altresì evidente che sono necessarie strutture che non travolgano gli ideali, ma che li aiutino a svilupparsi nella pratica immediata e giornaliera.

Nella ricerca di queste strutture dobbiamo analizzare i fenomeni che le costituiscono. Possiamo effettuare un approccio a quest’analisi per mezzo del «metodo scientifico sperimentale». Con questo possiamo misurare e, naturalmente, sperimentare i fenomeni.

L’applicazione di questo «metodo scientifico pro-sperimentale1» ha dato grandi risultati nella fisica, la chimica, la biologia, l’elettronica, ecc. Questi risultati si utilizzano ideologicamente e affettivologicamente a favore di o contro la pace, la libertà, la giustizia, secondo gli interessi soggettivi dei gruppi che controllano il processo scientifico, e soprattutto il processo della sua applicazione tecnica. Questo procedimento pseudoscientifico, principalmente soggettivo, viene talmente manipolato che siamo tentati di identificare questa «scienza-tecnica» con la contaminazione, l’armamentismo, il controllo poliziesco, l’oppressione...

Nonostante questi aspetti ideologici ed affettivologici così negativi e minacciosi, non possiamo negare che l’applicazione del «metodo scientifico pro-sperimentale» sopra i fenomeni permette di oggettivare la realtà, svincolarla dalle ideologie e di risolvere le polemiche pseudofilosofiche che la deformano e che vengono anche utilizzate come strumenti di potere.

Quando un fenomeno può essere osservato, analizzato, misurato con esattezza e sperimentato, non vi è nessuno scienziato degno di questo nome che preferisca continuare a considerare questi fenomeni secondo idee prestabilite, vedute idealiste o solo seguendo un approccio statistico. Questo atteggiamento, tipico delle scienze fisiche e biofisiche, viene trascurato quando si devono risolvere problemi economici, sociali e politici. Consideriamo l’organizzazione umana come si usava considerare l’organizzazione astronomica prima di Copernico: «la Terra è il centro dell’Universo», per definizione!

Non è sufficiente enunciare i nostri ideali. Molto spesso vengono «classificati» come utopici, senza analizzare le cause che li rendono tali. Cioè, non è sufficiente enunciare la pace, la giustizia, la libertà, la società senza classi, l’anarchia, la solidarietà, la soppressione dello statalismo e delle strutture militaristiche, poliziesche e amminsitrative, del danaro sommerso e del mercato nero, del maschilismo, della contaminazione... È necessario, assieme a questi ideali, vedere come si è sviluppato il disordine attuale nel corso dell’evoluzione umana, e cercare le cause più importanti, generatrici di altri disordini. È necessario trovare dei mezzi facili e pratici per chiarire queste situazioni di disordine ad una ad una, per riuscire a farle apparire in modo trasparente e, a suo tempo, essere capaci di districare la matassa in modo normale.

Non è sufficiente volere la rivoluzione, è necessario sapere come andare avanti partendo dal presente, come incidere sulle strutture avendo a disposizione degli strumenti concreti per risolvere ogni problema. La presa del potere, senza i meccanismi autodistruttori del potere, lo rende eterno. Le rivoluzioni violente presto o tardi restano imprigionate nei loro crimini e conseguenze. Le posizioni sempliciste di classe, ideologiche o affettivologiche2 impongono una visione idealista della realtà che distrugge molto sapere e ricchezza accumulate dall’umanità nel corso dei secoli.

Oggi è possibile fare una rivoluzione non violenta, attiva e intelligente, ma dovrebbe essere una rivoluzione aperta, non settaria, per aiutare a creare nuove regole del gioco strumentali, senza bisogno di sangue e fuoco per imporsi. Per prendere la strada per finire con la miseria ed il potere illegittimo su e contro le persone, è necessario offrire ai popoli dei procedimenti pratici con risultati rapidi di solidarietà e auto-pacificazione, che producano un ottimismo sensato ed un’elevazione dello spirito.

A questo proposito suggeriamo brevemente alcuni dei punti che ci sembrano fondamentali per avanzare in modo concreto verso la pace, in libertà e giustizia.

La moneta e la telematica, due strumenti per servire chi?

Fra tutti i fenomeni umani, quelli che riguardano la produzione e la distribuzione di beni utili per vivere sono quelli che determinano una gran parte dei rapporti sociali. La ricerca della massima chiarezza nel mercato e nella società, e della responsabilità reale personale di ogni agente mercantile e sociale è una delle mete basilari di qualunque proposta economica, sociale e politica.

Nel regno di «fatta la legge, trovato l’inganno» e di «chi ha l’informazione ha il potere», il materialismo storico ci insegna che è necessario cercare degli strumenti concreti che facciano possibile questa chiarezza documentale e responsabilità personale nel mercato e nella società, senza di che tutti i cambi sono condannati a fallire: il potere sulle persone e la miseria diventano eterni a causa del denaro anonimo, impersonale e non responsabilizzante, multicircolante, e di conseguenza anticontabile e antistatistico, in sostanza antiscientifico, dunque radicalmente disinformativo.

Ci sono oggigiorno due strumenti specialmente importanti per raggiungere l’obiettivo spiegato più su: la moneta e la telematica (tele-in-for-matica, cioè in-for-matica a distanza, con abbondanti reti specializzate, sempre più numerose e meglio collegate fra di loro con potenziali globalistica3 e cibernetica4 che sono quasi iniziate e indefinitamente perfettibili. In breve: la telematica.

La moneta è uno strumento inventato oltre 10.000 anni fa, per agevolare in modo supertrasparente il libero scambio di beni utilitari fra le persone; da non più di 4.500 anni viene utilizzato per mantenere in modo indefinito l’oscurità informativa del mercato e della società; permette l’anonimato, l’irresponsabilità e la corruzione, ed è la base dell’illegittimo potere occulto dello stato su e contro le persone, chiamato «plutarchia». La moneta non è stata considerata negli ultimi secoli come uno strumento decisivo per una chiarificazione e responsabilizzazione del mercato e della società. Nell’attualità, per mezzo di uno strumento inerte come la telematica, può finalmente raggiungere  la sua vera dimensione.

La telematica si sta introducendo come uno strumento di potere e di oppressione su e contro le persone, mantenendo un monopolio del sapere concentrato nelle «banche dati». Le possibilità della rivoluzione dell’«informatica interconnessa» sono grandiose sia per la libertà come per l’oppressione. Una semplice opposizione «anti-informatica» non ne fermerà l’espansione, e di fatto non impedirà neanche il monopolio dell’informazione nelle mani dei poteri stabiliti e contro il popolo.

Essendo strumenti inerti, la moneta e la telematica possono essere ridefiniti dalle loro funzioni attuali al servizio dei poteri occulti, per farli diventare strumenti efficaci al servizio dei popoli:

1. Sostituendo la «moneta anonima» con la «fattura-assegno telematica».

La moneta anonima permette il gioco sporco dei gruppi di corruzione, di potere, di pressione, di repressione...; favorisce gli atti illegali ed è disinformativa, con tutti gli effetti antisociali che ne derivano.

La «fattura-assegno telematica» è un documento unico, scritto a mano o al computer, che informa in modo esauriente su ogni atto mercantile elementale e personalizza gli agenti della «compra-vendita» effettuata, facendoli responsabili.

La «fattura-assegno telematica» nella sua veste di fattura, registra con tutti i parametri di qualità e quantità, la merce elementale scambiata e il suo valore monetario, assieme al totale fatturato. Nella sua veste di assegno, da l’ordine di pagamento per il bonifico fra conti correnti.

2. Socializzando tutta l’informazione monetaria-telematica del mercato, eccetto i riferimenti personali.

La «fattura assegno telematica» permette un’intracontabilità totale. La socializzazione di tutta l’informazione telematica del mercato, al servizio e alla portata di tutti, permette un’elaborazione esauriente analitica-statistica che rende possibili una strategia economica lucida e un trattamento da scienza sperimentale per i fenomeni economici.
 
3. Proteggendo l’intimità individuale, familiare, aziendale e istituzionale per mezzo di una Giustizia veramente indipendente dallo Stato, ed unica responsabile dell’archivio telematico personalizzato.

Il «ministero» di Giustizia è un ministero eccedente, per mezzo del quale si fa «pressione» sui Giudici e i Magistrati che vogliono rimanere fedeli alla loro vocazione di indipendenza. Il risultato è che la «burocrazia5 statalista» utilizza l’informazione telematica per la repressione fiscale e poliziesca del popolo, senza che questo possa difendersi.

La Giustizia, diventando realmente e finanziariamente indipendente dallo Stato, non essendo corruttibile per mezzo del denaro anonimo, e dovendo emettere sentenze pluridocumentate e giustificate, puo diventare un elemento di fiducia per tutta la popolazione e per la delucidazione dei conflitti.

A modo d’indice esponiamo qui di seguito alcuni degli elementi importanti del saggio fatto e delle proposte che ne derivano:

La moneta in quanto unità astratta di misura.

Nelle società in cui, a causa della complessità ed del tipo di rapporti di produzione, vengono scambiati dei beni utilitari, appare il mercato: un luogo di scambio di merci.

Nella misura in cui il mercato cresce, è necessario rendere equivalenti gli scambi delle merci: appare allora la moneta primitiva come unità astratta di misura che, nel venire attribuita liberamene, fra due imprenditori liberi (compratore e venditore), ad ogni merce basica attribuisce sul mercato il valore dei prezzi, dei salari e del denaro6.

La moneta come merce concreta, con valore intrínseco.

Circa 4500 anni fa la moneta diventa una merce concreta, con valore intrinseco – oro, argento, rame... –, e perde il suo carattere di unità di misura completamente astratta, che può personalizzare documentalmente. Essendo una «terza merce concreta», la moneta metallica è risultata essere insufficiente per far fronte ad un mercato quasi sempre in espansione, ed ha influito in modo negativo sulle possibilità produttive e sulla capacità di consumo e di investimento; a causa del suo sostanziale anonimato ha permesso il gioco sporco, la corruzione, il furto, la simulazione, il potere occulto... che la storia degli ultimi quattromila anni ci conferma.

Le necessità di finanziamento della guerra del 1914 obbligarono a svincolare la moneta dall’oro e dall’argento. Le banconote vennero dichiarate di corso forzoso, inconvertibili. La moneta perde allora il suo valore intrinseco e nel corso del secolo si dematerializza progressivamente. La sfiducia causata da questa nuova forma inflazionistica di denaro influì nella depressione del 1929: per risolvere la situazione gli Stati si lanciarono ad una crescente militarizzazione, ad un armamentismo esagerato... e finalmente alla seconda guerra mondiale.

Richad Nixon.In agosto del 1971 Nixon prende la decisione unilaterale di svincolare il dollaro dal «tallone aureo» (gold exchange standard). La crisi economica provocata da questa decisione precipita a partire dal 1973: cause inflazionistiche simili producono gli stessi effetti.

Sempre di più la moneta si trasforma in denaro bancario scritturale (annotazioni in conti correnti, negli ultimi tempi semplici impulsi elettronici), ma nonostante aver perso completamente il suo valore intrinseco, continua a permettere in gran misura l’anonimato e la disinformazione, la depersonalizzazione e la irresponsabilizzazione di tutti gli agenti del mercato e della società.

L’irrazionalità degli attuali sistemi monetari impedisce di cogliere tutte le caratteristiche o parametri di ogni cambio elementale di certe merci elementali concrete rispetto a delle unità monetarie radicalmente astratte. Per tanto non permette di sapere esattamente (ex actis) che cosa succede nella macroeconomia reale. Questa assenza di comprensione esatta di ogni fenomeno elementale impedisce di applicare qualunque teoria economica con il rigore di una scienza sperimentale. Gli approcci statistici, basati su dei dati parziali, sono il risultato di un cumulo di errori. In qualunque scienza i metodi approssimati vengono abbandonati quando tecnologicamente diventa possibile la comprensione esatta ed esauriente di ogni fenomeno elementale concreto.

Possibilità della fattura-assegno telematica.

La razionalizzazione della moneta e del denaro implica la scomparsa legale di tutte le banconote, monete, assegni, cambiali.... attuali, tutti quanti al portatore, anonimi, pluricircolanti, e quindi disinformativi, depersonalizzati e irresponsabilizzanti; permette la sostituzione legale esclusiva con quello che in precedenza è stato chiamato «fattura-assegno telematica»: questa, al contrario, è radicalmente unicircolante, personalizzata, responsabilizzante e informativa.

La «fattura-assegno telematica» permette una legislazione facile per garantire la riscossione in tutti i casi di insolvenza, oltre all’esazione automatica di un solo tributo di solidarietà sociale, più redditizio che i complicati e costosi sistemi fiscali attuali.

Insistiamo: dalla personalizzazione che implica la «fattura-assegno telematica» come unica moneta legale, nasce la responsabilizzazione personale documentata degli atti liberi nel mercato e nella società. Si possono stabilire i meccanismi legali per evitare che il denaro mercantile7 si trasformi in potere antipolitico; il sapere liberale si trasformi in potere antisociale; le strutture di controllo si trasformino in potere su e contro le persone individuali, sociali o nazionali.

Con l’informazione completa dell’economia, e la semplificazione fiscale susseguente, si può sopprimere rapidamente, per mezzo di un salariogratuito minimo di solidarietà sociale, la miseria provocata dalla mancanza di danaro per il consumo, come primo passo per sopprimere le classi causate dal danaro e le miserie culturali derivate.

La «fattura-assegno telematica» come unica moneta legale permette l’intracontabilità globale esatta della società, dato che l’informazione di ogni cambio elementale del mercato viene introdotta nella rete telematica. Così si può evitare il «disordine capitalista attuale» e la stupida «pianificazione» centralista, per il fatto che l’informazione del denaro è socializzata, cioè gratuita e alla portata della comprensione di ogni cittadino. («Socializzazione» è quindi la situazione opposta alla «statalizzazione» o monopolio disinformativo da parte dello statalismo per disgrazia ancora imperante).

Karl Marx.Sembra evidente che con l’informazione offerta dalla «fattura-assegno telematica» si possono riempire facilmene e con dati esatti le «tavole di Leontiev», uno strumento molto preciso per guidare in modo efficace la strategia del mercato e della società8. Si potranno anche formulare con precisione e sperimentare le ipotesi del «bene comune mercantile» di Platone; del «plusvalore (privato di ogni azienda e comunitario del mercato globale)» di Karl Marx; e del «valore residuale» degli economisti contemporanei. Nel caso che ci sia una conferma sperimentale continua, il «bene comune» potrà essere suddiviso e distribuito in modo equo al servizio di tutto il popolo sotto forma di salari gratuiti di solidarietà sociale per il consumo e di crediti comunitari per l’investimento riproduttivo.

Questo cambio strumentale della moneta e del denaro è oggi tecnicamente possibile. Rispetto alla popolazione non è più complesso che il cambio rappresentato dall’introduzione del «sistema metrico decimale». Il fatto che questo cambio non sia stato introdotto prima non dipende soltanto dal fatto che oggi – e soltanto oggi – sia tecnologicamente possibile, ma dai benefici illeciti che ha generato finora e che continua a generare ai banchieri e ad altre persone, individuali e collettive, ecc., che, dopo 4.500 anni di mercato con moneta anonima, sanno ed eserciscono «la creazione e  appropriazione privata illegittima di danaro comunitario».

La dinamica tecnologica, assieme alla telematica, sta convertendo la moneta bancaria in un documento di conto astratto. Ma mentre non venga soppresso l’anonimato di questo documento monetario, è assicurato il gioco sporco. Inoltre, oggi come oggi, la telematica viene utilizzata per il controllo fiscale e poliziesco, e rimane riservata esclusivamente ai nuclei «burocratici»9 del potere statalista ed ai nuclei plutarchici del potere occulto del denaro anonimo.

Oggigiorno chi ha l’informazione detiene il potere. È necessario stabilire delle nuove «regole del gioco» per far si che tutto il popolo abbia accesso gratuito a tutta l’informazione macroeconomica esatta di tutta la società (mercato e liberato10). È necessario girare l’uso della telematica per evitare una delle peggiori dittature della storia, quella dello «statalismo telematico».

È praticamente impossibile frenare la rivoluzione telematica, globalistica11 e cibernetica12, ma è possibile progettare un modello alternativo dove l’informazione di tutti i fenomeni monetari-pecuniari elementali sia al servizio de tutti i membri della comunità geopolitica. È necessario che la rete telematica e la sua informazione sulle persone non dipenda da uno statalismo anonimo, burocratico13, depersonalizzato e irresponsabile, ma da un Impero o Comunità veramente geopolitica. Il nuovo Stato Imperiale rivoluzionario, gerente personalizzato e responsabile di ogni comunità geopolitica, può solo sapere, come qualunque altro cittadino, l’informazione economica necessaria per il «governo o cibernetica14 delle cose», ma non ha alcun controllo sull’informazione personale degli attori sociali del mercato e del liberato15, che resta come «segreto professionale» esclusivamente nelle mani di una Giustizia veramente indipendente dallo Stato.

Rapporto fra moneta anonima ed imperialismo bellicista.

Senza i «piedi di argilla» della moneta anonima si potrà studiare e risolvere mano mano e ad uno ad uno tutti i conflitti interni: la disoccupazione, l’inflazione, l’insicurezza dei cittadini, il centralismo, la contaminazione, i servizi pubblici...

Soltanto una intraconfederazione libera di tutte le etnie di un Impero storico o nascente16 può raggiungere la pacificazione della comunità geopolitica federata. Soltanto con la soppressione della miseria in libertà si possono pacificare i conflitti sociali. Soltanto basandosi su un equilibrio del commercio fra le comunità imperiali, senza imperialismi ne dipendenze colonialiste, si può riuscire ad avanzare nella pace mondiale.

La polemica fra «libertà» e «giustizia», o fra «paesi poveri» e «paesi ricchi» non si risolverà con posizioni ideologiche né con discorsi. Secondo la nostra ipotesi, qualunque tentativo di creare strutture sociali che rafforzino la solidarietà in libertà, senza prendere in considerazione l’importanza decisiva della moneta come strumento informativo e responsabilizzante, degenera rapidamente in poteri occulti non controllabili dal popolo e nelle mosse speculative antipolitiche dell’attuale mercato internazionale, che rendono vano qualunque tentativo di cambio.

Questa ipotesi appare documentata in un fatto curioso: le ultime ricerche stanno dimostrando che la guerra non è un fatto innato della specie umana, ma un’invenzione tardiva che non si rimonta a più di 13.000 anni fa. Le «città-impero» dell’Asia sud-occidentale costruirono delle mura fortemente inespugnabili che garantirono certa pace durante quasi 6.000 anni. Come abbiamo visto, precisamente in questo periodo si sviluppò las moneta di conto astratto, informativa e responsabilizzante.

Il fatto curioso è la coincidenza di date fra, da un lato, la comparsa della moneta concreta in oro, argento e rame, per definizione pluricircolante e anonima, e dall’altro, la comparsa del primo Imperialismo, cioè l’accadio-babilonico. Questo, senza le armi offensive necessarie per demolire le mura, vinse molto rapidamente grazie al tradimento pagato con denaro anonimo, e si annesse, ancora più rapidamente, ad una ad una tutte le «città-impero» di Sumer. Akkad-Babilonia diviene così il simbolo del tradimento, della corruzione e della prostituzione anonima pagata con denaro anonimo occulto,  e del potere illegittimo e antisociale su e contro le persone, basato nello stesso denaro occulto e anonimo: queste sono le caratteristiche storiche di tutti gli imperialismi posteriori fino ad oggi.

Questa connessione fra moneta anonima e imperialismo bellicista è un’ipotesi storica che possiamo provare e sperimentare solo se torniamo alla primitiva «fattura-assegno» aggiornata telematicamente: i risultati sociali che se ne potranno ottenere, a mezzo e lungo termine, -sparizione o meno degli imperialismi, progressiva pacificazione o meno  dei popoli, scomparsa o meno del furto, della corruzione, della miseria, della guerra...- saranno la conferma o la smentita di questa ipotesi.

In momenti in cui la gravità dei pericoli ci porta spesso all’attivismo, il sapere dove concentrare gli sforzi dipende da una visione più reale dei fenomeni e da una strategia appropriata: «La pratica migliore è una buona teoria».

Queste proposte non sono un’utopia rispetto alle possibilità tecniche attuali. Per ora sono un’utopia come possibilità politica. Ogni società, ogni comunità deve fare una critica e studiare l’applicazione concreta alla sua realtà culturale, tecnica, economica e politica. È l’energia intima dei popoli che può rendere possibili i cambi necessari, ma è fondamentale sapere su quali strumenti l’energia popolare può basare i suoi desideri ed ideali. Noi ne proponiamo alcuni.

La nostra è un’umile contribuzione alla ricerche di strutture e mezzi che in questo momento storico ci permettano di avanzare un po’ di più verso la pace, in libertà e giustizia.


Note:

1, 2, 3, 4, 10, 11, 12, 14, 15Agustí Chalaux e il gruppo del Centre d'Estudis Joan Bardina rivendicano l'applicazione di una terminologia inequivocabile nello studio e la pratica delle scienze sociali, in modo che vi sia un'interpretazione unica per ogni espressione. Ciò significa che vengono utilizzate parole nuove che allargano il vocabolario nei documenti elaborati.

5, 9, 13In catalano si fa un gioco di parole, dove «buro»-cràcia viene scritto «burro»-cràcia, giocando col significato di «burro» (asino), come dire «asinocrazia». Come la maggior parte dei giochi di parole, è intraducibile.

6Le ultime ricerche sull’origine della scrittura in Asia del sudovest dimostrano a partire dell’8500 a.C. l’esistenza di strumenti monetari senza valore intrínseco, che servivano per misurare il valore degli scambi, specificare le merci e, progressivamente, personalizzavano gli agenti del mercato. Vedere Le Scienze. Edizione italiana di Scientific American. Numero 120. Agosto 1978. Anno XI. Volume XXI: «Gli antecedenti della scrittura» di Denise Schmandt-Besserat, e February 1984. Volume 250. Number 2. Pages 110-118, «Numbers and Measures in the Earliest Written Records» («Numeri e misure nei primi documenti scritti») di Jöran Friberg.

7L’espressione abituale «mercantile» corrisponde a «mercante-monetario». L’espressione «mercante» corrisponde a «utilitario-cambiario».

8La società si compone di «mercato» e «liberato». Il «liberato» comprende «l’insieme di persone liberabili» e «l’insieme delle vocazioni liberali, professioniste ed associative, al servizio altruista e disinteressato incondizionale di qualunque membro della comunità considerata, che abbia bisogno di aiuto sociale».

16Impero nascente: per esempio Europa 1997-...

Uno strumento per costruire la pace.

Una eina per a construir la pau (Uno strumento per costruire la pace).

Consiglio di redazione:
Roser Albó, Àngels Baldó, Agustí Chalaux, Miquel Chicano, Laura Fusté, Magdalena Grau, Joan Parès, Enric Suárez, Jordi Via, Lluís Maria Xirinacs.

Consiglio Assessore:
Joan N. Casals, Emil Herbolzheimer, Joan Martínez Alier, Bernat Muniesa, Ernest Núñez, Martí Olivella.

Prima edizione: Barcellona, 1 luglio 1984.
© Centro de Estudios Joan Bardina.
Seconda edizione: Barcellona, 6 dicembre 1996.
© Agustí Chalaux de Subirà.

Proprietà di questa edizione: Publicacions de l’Escola Finaly.
Disegno dell’originale stampato: Marta Ricart.

ISBN: 84-404-3421-9.
Depósito legale: B-15340-1995.


Link correlati:

Breve storia della moneta.

Il Capitalismo Comunitario.

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