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Agustí Chalaux de Subirà.

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Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).

Capitolo 3. La realtà monetaria attraverso la storia. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Capitolo 5. Premesse per uno strumento monetario razionale. Moneta telematica e strategia di mercato.

Capitolo 4. Il sistema monetario attuale.

  1. Scopi di questo capitolo.
  2. Le forme del sistema monetario attuale.
  3. Invenzione di danaro nel sistema monetario attuale.
  4. L'internazionalizzazione dei rapporti utilitari.
  5. Le funzioni del sistema monetario nell'attualita.

1. Scopi di questo capitolo.

Dopo questo viaggio attraverso la storia dei sistemi monetari, si dedicherà questo capitolo ad un'analisi più accurata del sistema monetario attuale e dei gravi problemi sociali che esso genera, sia nel mercato e società interni, sia nel commercio estero e la società mondiale.

2. Le forme del sistema monetario attuale.

Durante l'evoluzione dei sistemi monetari, si è aperta una breccia sempre più profonda fra il valore concreto-intrinseco dei metalli preziosi ed il valore ausiliare-astratto degli strumenti monetari. Con l'apparizione della carta moneta, queste due realtà furono definitivamente dissociate, e da allora non hanno nulla in comune fra di loro.

In questa fase di sviluppo, il sistema monetario, libero dal pesante carico dei metalli, può evolvere verso forme sempre più intangibili, più evanescenti ed astratte, secondo la sua natura originale.

Questo è infatti quanto è successo ed ancora succede attualmente sotto i nostri occhi. Oggi la carta moneta, completamente svincolata dall'oro, non è più l'unico strumento monetario utilizzato. Ad essa si è aggiunto il cosiddetto danaro scritturale o danaro bancario, che è un'invenzione delle banche per far fronte alla scarsità di carta moneta. L'emissione di questo sarà ufficialmente controllata dallo stato per mezzo della banca nazionale.

Il danaro scritturale non è altro che l'iscrizione di unità monetarie in un conto corrente aperto in una banca. Si consegna in banca una quantità determinata di carta moneta e la banca apre un conto corrente per questa quantità dove si annoteranno soltanto movimenti di unità monetarie. I pagamenti e le riscossioni non si faranno consegnando biglietti di mano in mano, ma semplicemente giocando con le annotazioni in conti diversi: quello del cliente e quello del fornitore.

Ebbene, in qualunque momento il titolare di un conto corrente, se questo è a vista, ha il diritto di trasformare l'importo del suo conto in carta moneta. Da questo punto di vista, la circolazione monetaria rappresentata da annotazioni sull'uno o l'altro conto corrente, deve essere considerata sussidiaria della circolazione della carta moneta, dato che non ha un'indipendenza totale.

La circolazione monetaria scritturale si è convertita nello strumento monetario per eccellenza in tutti i paesi dove lo sviluppo del commercio e dell'industria concorrono per moltiplicare gli scambi effettuati: è molto comoda, non si perde, e, soprattutto, come vedremo nel prossimo capitolo, è il mezzo per eccellenza del credito bancario. In alcuni paesi la circolazione di danaro scritturale raggiunge l'80% della circolazione monetaria totale.

La continua evoluzione tecnologica, d'altra parte, sta trasformando rapidamente la circolazione scritturale in circolazione elettronica: dei semplici impulsi elettrici e delle memorie magnetiche sono sufficienti per effettuare l'annotazione; si può persino sostituire il classico «libretto di assegni» con sofisticati sistemi di trasferimento elettronico di fondi.

Questa desmaterializzazione crescente della realtà monetaria è la prova più evidente della sua natura fondamentalmente strumentale-astratta.

3. Invenzione di danaro nel sistema monetario attuale.

Nell'attualità ci troviamo quindi con due forme diverse di strumenti monetari:

  1. Da una parte le banconote o carta moneta, assieme alle monete, che hanno un valore nominale molto superiore al loro valore metallico intrinseco. La loro emissione è monopolio della banca dello stato e rappresentano quindi dei mezzi di pagamento legali.
  2. D'altra parte i mezzi di pagamento scritturali, emessi dalle banche non ufficiali con l'intenzione di evitare il monopolio menzionato. Questi strumenti sono normalmente accettati ed utilizzati semplicemente sulla fiducia nelle banche che li emettono.

Dato che, in principio, vi sono due circolazioni monetarie parallele, bisognerà anche considerare due tipi di creazione di denaro che hanno luogo attualmente.

A. Creazione di danaro sotto forma di carta moneta. Questa ha luogo ogni volta che entrano in circolazione nuove banconote in quantità superiore a quella esistente fino a quel momento.

Quest'emissione supplementare di banconote (o anche di monete) può aver luogo ogni volta che la banca nazionale compie una delle seguenti operazioni:

  • operazioni con lo Stato: possono essere anticipi sui fondi che lo Stato spera percepire per mezzo delle tasse; oppure crediti concessi allo Stato per mezzo dell'acquisto di titoli di debito pubblico.
  • operazioni con privati -e specialmente con le banche-: possono essere di nuovo anticipi su titoli o merci, oppure crediti alle banche attraverso il risconto di effetti commerciali.
  • operazioni con valuta: acquisto di valuta estera.

B. Creazione di danaro sotto forma di unità monetarie annotate in conto corrente. Abbiamo già detto che la circolazione di danaro scritturale è sussidiaria della circolazione di carta moneta; ma questo non significa che sia meno importante. Le annotazioni in conto corrente effettivamente evitano la circolazione di molti biglietti; ma in più permettono di creare una nuova circolazione monetaria. Per ottenere ciò è sufficiente che la banca apra un conto corrente senza che vi sia stato un deposito di banconote. Questo è oggi il modo più usuale di credito bancario, sia nel caso di un credito normale, di uno sconto di cambiali o di pignoramento di valori.

In principio, l'unico limite all'espansione di questo tipo di credito e la successiva creazione di danaro sta nel fatto che qualunque deposito a vista -anche quelli che sono il frutto di un credito- è convertibile immediatamente in banconote su semplice richiesta del proprietario. Per questa ragione è necessario che la banca emittente mantenga un rapporto prudenziale fra il totale di carta moneta depositata in banca dai clienti ed il totale di crediti concessi, in modo da garantire sempre la convertibilità. In questo modo le banche non possono inventare potere di acquisto in modo illimitato, ma devono rispettare una proporzione data fra creazione e depositi in carta moneta.

Se passiamo ad un livello di analisi più preciso, la teoria normalmente accettata dagli specialisti mette in evidenza il fatto che la possibilità di creazione di danaro scritturale è conseguenza di tre realtà.

Prima: L'emissione di potere di acquisto da parte della banca statale. Abbiamo già detto che gli strumenti bancari scritturali sono sussidiari della carta moneta, dato che si basano sulla loro converti-bilità. Per cui, se non vi è una nuova creazione di carta moneta -o, in generale, di passivo della banca statale- non ci può essere una nuova emissione di danaro scritturale bancario. Se la banca statale non crea un nuovo potere di acquisto, neppure le banche private possono farlo.

Seconda: Il rapporto fra danaro contante e depositi scelto dal pubblico. Effettivamente, se la gente preferisce conservare la carta moneta in casa invece di portarla in banca, i depositi saranno inferiori, e quindi sarà inferiore anche la possibilità de creare potere di acquisto basato su di essi. Inversamente, più danaro viene depositato in banca e più capacità avrà la banca di concedere dei crediti.

Terza: Il rapporto fra le riserve ed i depositi di ogni banca. Se consideriamo riserve di una banca il totale della carta moneta e monete ivi depositate dai clienti, più i depositi di questa banca nella banca statale, vedremo che questi corrispondono a quello che potremmo chiamare «capitale di esercizio». Il rapporto fra queste riserve e il totale dei depositi dei clienti (tanto i depositi in contanti come i crediti) è quello che si chiama coefficiente di cassa, ed abbiamo già detto prima che è fondamentale per garantire sempre la convertibilità di questi depositi. Per cui la concessione di crediti -che presuppone l'apertura di nuovi conti- non può mettere in pericolo questo rapporto.

Dato che il coefficiente di cassa è fondamentale per garantire la liquidità della banca, cioè la sua capacità di convertire i depositi in contanti, la banca statale dispone di due strumenti principali per garantirla:

  • L'imposizione di una riserva obbligatoria: la banca statale può obbligare le banche a depositare nelle sue casse una parte dei loro depositi, bloccandoli.
  • L'aumento del tasso di sconto: con questo sistema le banche sono obbligate ad aumentare pure i tassi di interesse e così si scoraggiano le domande di crediti, soprattutto sotto forma di sconto.

Da quanto si è detto finora si deduce che la banca statale apparentemente ha un ruolo fondamentale di controllo nel processo di creazione di danaro scritturale bancario: in primo luogo per la possibilità di creare carta moneta ed in secondo luogo perche dispone di strumenti di politica monetaria per dirigere e controllare le operazioni delle banche private.

Ma questa visione della realtà, che è normalmente accettata e de-finita dalla maggior parte degli esperti, può essere discussa e messa in dubbio nei suoi aspetti fondamentali. Per i seguenti paragrafi ci siamo basati sull'articolo di Francisco Vergara «Les faux-fuyants du monétarisme».

La prima obbiezione è che la banca statale stessa è incapace di controllare la sua produzione di moneta. Abbiamo già detto che la banca statale inventa danaro ogni volta che emette dei biglietti per far fronte ad un debito. Ma la banca statale non può rifiutare alle banche il risconto di carta firmata da ditte serie, senza porre in pericolo tutta la piramide del credito, e non ha neppure nessun mezzo per impedire l'aumento del valore nominale di questa carta, aumento che incrementa evidentemente il valore della massa monetaria.

In secondo luogo, lo strumento che è sempre stato considerato il mezzo migliore per limitare il credito bancario, cioè l'aumento del tasso di sconto applicato dalla banca statale, apparentemente ottiene risultati opposti ai previsti, cioè un aumento maggiore della massa monetaria, perche gli alti tassi di interesse attraggono ancora di più il capitale.

Finalmente, bisogna insistere che oggi esistono molte altre forme di liquidità oltre la carta moneta e gli strumenti scritturali banca-ri che non possono più essere controllati dalla banca statale. La con-fusione causata da questa situazione è facilmente osservabile con la semplice considerazione della difficoltà di definire quello che inten-diamo per mezzi di pagamento. F. Vergara menziona Lord Kaldor: «Non vi è una separazione definita rispetto all'insieme della liquidità, fra quello che è moneta e quello che non lo è. Qualunque sia la defini-zione scelta per la moneta, questa sarà circondata da un'infinità di strumenti più o meno liquidi che possono essere usati in sostituzione».

Accanto a questi strumenti legali, teoricamente controllati dalla banca statale, appaiono quindi nuovi strumenti che il pubblico accetta ed usa. Questi strumenti nascono non soltanto dentro le banche ma persino entro le stesse aziende.

Dalle considerazioni che precedono è facile dedurre che attualmente non si può esercitare un controllo efficace sulla creazione di danaro.

Il risultato immediato di questa situazione è che ogni banca, entro i limiti dei condizionamenti più o meno ridotti imposti dalla banca statale, agisce secondo la sua convenienza. E non vi è un'articolazione efficace nella società geopolitica che permetta studiare strategie globali per tutto il mercato.

Non è il caso di pensare che le necessitá del mercato, eccessi o deficit settoriali di liquidità, siano totalmente ignorati: prova ne è che la banca attualmente è più che mai un buon affare. Ma le misure per far fronte a queste necessità sono prese di mira in modo empirico, parzialmente e non in considerazione del bene comune, ma piuttosto in favore dei settori privilegiati della società.

Le banche statali non dispongono di strumenti efficaci per il controllo della situazione. E neppure la teoria monetaria dispone di soluzioni concettuali adatte, dato che non è stata capace fino ad oggi di definire con precisione e rigore il concetto di sistema monetario.

L'anti-strategia di mercato e di creazione di danaro che si segue è la prova più concreta nell'attuale crisi di inflazione-deflazione (stagflazione) che tanto ci preoccupa, e per la quale nessuno sa per ora trovare una soluzione.

4. L'internazionalizzazione dei rapporti utilitari.

Alla situazione di disordine monetario che abbiamo appena descritto bisogna aggiungere tutti i problemi derivati dall'internazio-nalizzazione dei rapporti utilitari.

Il commercio fra paesi diversi è un fatto sempre più generalizzato e di gran portata ed è necessario mettere in evidenza tutti i suoi vantaggi e tutti gli aspetti enormemente positivi che implica. La divisione del lavoro a livello mondiale è un fatto da rafforzare, sempre e quando si segua il principio reale delle bilance, che è la strategia principale che bisogna seguire per garantire il funzionamento del commercio estero.

Ma se il sistema monetario interno di ogni società geopolitica è una causa di errore e confusione, bisogna pensare che nel concerto mondiale la situazione non è più confortante. Quello che succede è semplicemente che negli scontri fra monete i paesi più forti «esportano» i loro problemi monetari ai più deboli di modo che la situazione di questi ultimi diventa ancora più grave. I problemi monetari varcano le frontiere ed in questo gioco vi sono sempre dei vincitori e dei vinti.

La questione monetaria fondamentale di ogni operazione di commercio estero è quali mezzi di pagamento bisogna utilizzare, dato che ogni società geopolitica ha una moneta con validità esclusivamente interna.

Questo problema veniva facilmente risolto nel regime di moneta metallica intrinseca, d'oro o d'argento, perche tutti i pagamenti ve-nivano fatti in un metallo accettato internazionalmente.

In regime di «gold standard», cioè di moneta metallica intrinseca o carta moneta convertibile, non c'era, per lo meno in teoria, neppure nessun problema, dato che la convertibilità della moneta garantiva una parità determinata in oro, oltre all'equilibrio dinamico delle bilance. L'equilibrio delle bilance poggia su diversi meccanismi: i trasferimenti d'oro dai paesi con deficit ai paesi con superavit; il successivo movimento equilibratore del livello generale dei prezzi, tutto quanto rafforzato dall'intervento della banca statale sul tasso ufficiale di sconto.

Con la caduta del «gold standard» e quindi della convertibilità interna delle unità monetarie di ogni paese, i rapporti con il commer-cio estero diventano complessi e confusi. Fra 1930 e 1945 diverse misure protezioniste -tariffe, quote, sospensione della convertibilità esterna e del mercato libero della moneta, ecc.- riducono in gran misura il commercio mondiale. Durante la Seconda Guerra Mondiale la contrattazione raggiunge il punto massimo.

Per trovare un sistema valido per la ripresa del commercio mondiale, in luglio 1944 si firmano gli accordi di Bretton Woods dove gli Stati Uniti di fatto imposero quanto era più conveniente per loro.

Questi accordi prevedevano:

  • ristabilire la convertibilità fra le diverse monete;
  • l'accordo di tutti i firmatari di mantenere i tassi di scambio fissi entro limiti molto ridotti; e
  • l'elezione del dollaro e della sterlina come monete di riserva, cioè come mezzi di pagamento internazionali, accettato da tutti i firmatari per il pagamento delle operazioni. Queste monete mantenevano per le operazioni di commercio estero soltanto una convertibilità in oro che ne garantiva la forza. Per questa ragione il sistema introdotto in Bretton Woods riceve il nome di «gold exchange standard».

Malgrado il fatto che la sua introduzione rese possibile dopo un certo tempo rilanciare e far fiorire il commercio internazionale nel l'area occidentale, il sistema presentava alcune difficoltà che presto si resero evidenti.

La prima difficoltà era la sottomissione dei paesi considerati «deboli» ai paesi considerati «forti». Infatti, quando una qualunque società geopolitica contrae un deficit nella sua bilancia commerciale, ha soltanto due possibilità: far ricorso al credito internazionale oppure usare la sua riserva di valuta estera. Ma se il deficit è di una società geopolitica con moneta di riserva, questa società può alla fin fine finanziare il suo deficit per mezzo di nuove emissioni di moneta.

Questo fu infatti il caso degli Stati Uniti. Questi hanno tratto vantaggio dalla loro posizione di privilegio fino al limite delle loro possibilità, riassorbendo gli enormi deficit della loro bilancia dei pagamenti per mezzo dell'emissione incontrollata di dollari. Bisogna chiarire che l'origine di questo deficit non era un eccesso di esportazioni, ma un'esportazione di capitali non garantita da un'importa zione di merci.

Richard Nixon.Questa politica di finanziazione del deficit degli Stati Uniti provocò una tale inflazione di dollari in Europa (esportazione di inflazione), che la convertibilità del dollaro da un punto di vista ufficiale, secondo gli accordi di Bretton Woods, corse pericolo. L'inconvertibilità divenne un fatto a partire da 1967-68, sebbene fu dichiarata ufficialmente soltanto in agosto 1971, quando il presidente Nixon denunciò unilateralmente gli accordi di Bretton Woods.

Da allora, nonostante i tentativi di riordino indicati negli accordi di Washington del dicembre 1971 -denunciati pure unilateralmente da Nixon nel 1973- il «gold exchange standard» è stato definitivamente abbandonato ed, attualmente, i cambi delle monete si considerano fluttuanti, cioè non vi sono parità fisse ma si negoziano sul mercato delle valute. Non vi è quindi alcun riferimento ad una possibile convertibilità in oro.

La fluttuazione delle monete in sè non è un male per il commercio estero. Da questo punto di vista la situazione attuale non sarebbe specialmente grave se non ci fosse un fatto fondamentale: finchè le monete interne di ogni società geopolitica non siano razionalizzate neppute il commercio estero potrà essere razionale e, di conseguenza, non potrà raggiungere il necessario equilibrio delle bilance, fatto che costituisce la sua strategia fondamentale.

Non è possibile avere un commercio estero equilibrato se:

  1. Le unità monetarie dei più forti continuano ad essere imposte a quelle dei più deboli. Nonostante le sue crisi il dollaro ha saputo far fronte alla situazione ed ancor oggi mantiene una posizione di privilegio che gli permette di esportare tutti i suoi problemi monetari interni.
  2. C'è ancora un mercato speculativo di valute. Questo punto ha un'importanza capitale. La possibilità di cambiare delle monete con delle altre, senza che questo movimento rappresenti un movimento parallelo di merci, da luogo in gran misura a delle operazioni puramente speculative. Se queste vengono fatte in gran quantità (movimenti speculativi di capitali), queste non fanno che rafforzare gli squilibri monetari esistenti in ogni società geopolitica. Mettono le banche statali con le spalle al muro e le obbligano ad azioni esterne per la necessità di mantenere entro limiti ragionevoli la parita della loro moneta.

Come sempre i più danneggiati sono i più deboli, sia a livello mondiale come a livello di ogni società nazionale.

5. Le funzioni del sistema monetario nell'attualita.

A questo punto siamo in condizione di tirare le conclusioni dell'analisi che abbiamo sviluppato sui sistemi monetari.

Joseph A. Schumpeter.Per quel che concerne la natura del sistema monetario, le sue forme attuali ci mostrano più che mai la sua astrazione fondamentale. Lo scontro storico fra nominalismo e metallismo è stato vinto ampiamente dal primo, nonostante il fatto che i riferimenti e le difese delle teorie metalliste mantengano il loro interesse in molti libri e saggi su questo tema. Ciò nonostante la maggior parte dei critici riconoscono oggi che il sistema monetario è soltanto uno strumento ausiliare senza alcun bisogno di assumere un valore intrinseco e concreto. Basta menzionare Schumpeter e Lord Kaldor.

Rispetto alle funzioni mercantili e sociali del sistema monetario, si può concludere, dopo tutto quanto è stato detto in questo capitolo, che si tratta piuttosto di disfunzioni: le funzioni anticamente assunte dai sistemi monetari (v. cap. 2) nell'attualità sono totalmente deformate e sfigurate.

  1. Disfunzione metrica: l'unità monetaria è per sua natura una unità di misura. In quanto tale riunisce attualmente una serie di difetti che la rendono incapace di compiere questa funzione con precisione e sicurezza. Nel prossimo capitolo si specificheranno le caratteristiche minime che deve compiere un sistema metrico razionale ed efficiente.
  2. Disfunzione strumentale: gli strumenti monetari attuali -carta moneta e strumenti scritturali- servono come intermediari nello scambio di merci, ma attualmente questa funzione è molto indefinita dato che dipende anche da altri strumenti sui quali nessuno esercita alcun controllo.
  3. Disfunzione documentaria: questa funzione, compiuta solo parzialmente dagli strumenti scritturali, è completamente ignorata dalla carta moneta, che è anonima e spersonalizzata. Di fatto potremmo dire che il sistema monetario attuale è un sistema antidocumentario. Questa realtà ha conseguenze di enorme importanza, non solo nel campo strettamente mercantile, ma anche nel campo sociale ed ancor più nel campo informativo. Grazie al suo anonimato, il sistema monetario attuale permette che si commettano con impunità totale corruttele molto dannose per la società: furti, evasione fiscale, evasione di capitali, clientelismo, corruzione di giudici, di politici, di funzionari, ecc.
  4. Disfunzione strategica: a causa dei suoi difetti metrici e documentari il sistema monetario attuale non è capace di servire come strumento di una strategia mercantile-monetaria razionale ed efficace: quest'incapacità si traduce nella terribile crisi che osserviamo sia nei mercati nazionali come nel commercio estero.

La necessità di cambiare il sistema monetario attuale è la conseguenza logica di quanto abbiamo detto finora.

Bisogna reinventare un sistema monetario razionale e informativo capace di compiere con efficacia le funzioni che aveva in origine, come abbiamo visto.

Di conseguenza dedicheremo i prossimi capitoli di questo saggio alla descrizione di un possibile nuovo sistema monetario, più razionale ed adatto alle esigenze del mercato moderno. Daremo un'importanza speciale alla sua funzione di documentazione e informazione sul mercato.

Capitolo 3. La realtà monetaria attraverso la storia. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Capitolo 5. Premesse per uno strumento monetario razionale. Moneta telematica e strategia di mercato.

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