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Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).

Capitolo 12. Distribuzione solidale della massa monetaria comunitaria. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Capitolo 14. Nuove norme di mercato. Moneta telematica e strategia di mercato.

Capitolo 13. Strategia di equilibrio nel commercio estero.

  1. Scopi di questo capitolo.
  2. L'equilibrio delle bilance dei pagamenti.
  3. Il problema delle valute.
  4. Invenzione di danaro straniero.

1. Scopi di questo capitolo.

Questo capitolo si occupa della strategia di equilibrio nel commercio estero, completando quanto abbiamo detto nel capitolo 10 rispetto al mercato interno.

L'idea principale è di garantire l'equilibrio della bilancia dei pagamenti, e l'introduzione della fattura-assegno telematica può diventare lo strumento indispensabile, dato che fornisce una conoscenza profonda della situazione in qualunque momento. In questo modo si può stabilire una politica doganale adatta ad evitare gli squilibri fra le importazioni e le esportazioni.

D'altra parte l'uso della fattura-assegno per il commercio estero rende impossibile la speculazione di capitali internazionali stimolata dal sistema di valute attuale, dato che tutte le operazioni saranno fatte in unità monetarie interne e soltanto il Tesoro potrà avere valuta estera. Ogni giorno si stabiliranno le equivalenze dell'unità monetaria interna con le valute estere rispetto ad un «modello oro» arbitrario in rapporto con il mercato internazionale del metallo oro.

Finalmente, come abbiamo già detto nel capitolo 10 rispetto al mercato interno, applicheremo una strategia simile per inventare danaro comunitario destinato al commercio estero, sempre in funzione degli eccedenti di produzione.

2. L'equilibrio delle bilance dei pagamenti.

La strategia fondamentale che dovrebbe seguire il commercio estero è che tutte le esportazioni di merci (da produzione e prodotte) siano in equilibrio con tutte le importazioni di merci (da produzione e prodotte), cioè tutte le esportazioni dovranno essere equilibrate con le importazioni.

Se non vi è quest'equilibrio a lungo andare si dovrà sospendere il commercio estero, dato che il paese deficitario (che importa più di quanto esporta) si troverà in una situazione interna di insolvibilità insostenibile, e questo danneggerà anche il suo creditore.

Quest'equilibrio è relativamente facile da stabilire con l'applicazione della fattura-assegno telematica, dato che questa fornisce un'informazione esauriente della situazione della bilancia dei pagamenti in qualunque momento e con qualunque paese (trattato bilaterale) o gruppo di stati (trattato multilaterale). D'accordo con questa situazione si possono imporre dei diritti doganali variabili: se la bilancia con ogni stato straniero è in equilibrio, i diritti doganali saranno zero; i diritti di importazione aumenteranno con il superavit delle bilance.

I diritti doganali, stabiliti automaticamente secondo una scala legale nota a tutti, saranno comunicati, su semplice richiesta, a qualunque ditta interessata, nazionale o estera, indipendentemente dal prodotto da importare o esportare: l'unico fattore da ricordare è l'equilibrio della bilancia con il paese di destino o di origine in considerazione. Questi diritti doganali saranno garantiti alla ditta interessata per un periodo di tempo prudenziale se si impegna ad effettuare l'operazione, secondo una fattura proforma presentata, entro il termine stabilito.

Con questo sistema si ottiene un equilibrio dinamico e continuo delle bilance, che è la miglior garanzia per il buon funzionamento del libero commercio internazionale d'accordo con la legislazione in vigore nella società geopolitica, ma soprattutto d'accordo con tutte le libere iniziative private solvibili.

L'autorità di commercio estero e dogane dovrà anche considerare che in ogni fattura proforma presentata per sapere i diritti doganali, i prezzi siano d'accordo con in prezzi minimi di vendita, all'ingrosso e al minuto, stabiliti nella tariffa generale interna. Nel caso in cui i prezzi per l'estero siano inferiori a questi prezzi minimi fissati dalle organizzazioni corrispondenti (o dalla Giustizia economica specializzata), i diritti doganali «anti-dumping» saranno esattamente la diferenza fra il prezzo originale di ogni merce importata ed il prezzo di tariffa interna.

Rispetto all'esportazione di servizi (noli, assicurazioni...), salari di lavoro, interessi, dividendi, diritti d'autore, rimpatrio di capitali, ecc..., relativi ad investimenti, ditte o invenzioni estere del proprio paese a qualunque paese straniero, l'autorità del commercio estero e dogane dovrà rispettare, non soltanto la legislazione generale menzionata prima, ma anche i contratti firmati dentro la legislazione in vigore specializzata, con qualunque persona privata (individuale o colletiva) o instituzionale pubblica.

3. Il problema delle valute.

Come abbiamo visto nel capitolo 4, il commercio estero implica dei rapporti monetari internazionali che oggigiorno si distinguono per il corso libero delle valute: non vi sono cambi fissi, e questi fluttuano ed evolvono secondo la quotazione di ogni valuta sul «mercato dei cambi».

La quotazione delle valute dovrebbe fluttuare, in principio, secondo la situazione produttiva e monetaria di ogni società geopolitica; la realtà ci dimostra l'irrazionalità del sistema monetario attuale che permette che le fluttuazioni normali di accomodamento siano ampliate, alterate -persino invertite- a causa dei cosiddetti «movimenti speculativi di capitali» o «hot money». In questo caso le quotazioni fissate non corrispondono a nessuna realtà mercantile ma a volontà speculative, e invece di servire per un maggiore e migliore sviluppo dei mercati interni ed esterni, non fanno altro che alterarli e sprofondarli nel disordine e la contraddizione.

La prima condizione che deve compiere qualunque sistema monetario razionale, come abbiamo già visto, è che «non vi può essere movimento monetario senza il corrispondente e correlativo movimento inverso di merci concrete (siano merci prodotte o merci da produzione)». Questa stessa norma dev'essere applicata al commercio estero e quindi è evidente che viene soppresso alla base il «mercato di valute» in qualunque società geopolitica che adotti la fattura-assegno telematica come unico strumento monetario legale. Il cambiare una moneta per un'altra, senza una transazione reale con una ditta estera, diventerà totalmente impossibile. Il «cambio di valuta» con fini commerciali dovrà essere risolto dal governo centrale -amministratore di tutta la società geopolitica- nel modo seguente: ogni transazione commerciale con l'estero, sia di importazione o di esportazione di merci da produzione (capitali, lavoro, invenzioni, staff) implicherà la preparazione di una «fattura-assegno esterna».

Si potranno avere due casi:

Caso A)

  1. Le fatture-assegno telematiche di commercio estero saranno sempre stabilite in unità di una valuta estera (la valuta dello Stato estero che compra, o una valuta di uso internazionale accordata fra le parti).
  2. L'importatore o esportatore estero pagherà o riceverà, secondo il caso, in questa valuta. Questa sarà devoluta al -o pagata dal- Tesoro, che sarà l'unico ad avere valute.
  3. L'importatore o esportatore non potrà avere valute: nel suo conto corrente vi saranno soltanto delle quantità (pagate o ricevute secondo i casi) in unità monetarie interne, si potrà aver ricorso ad un semplice meccanismo di «equivalenza oro»: una legge costituzionale stabilirà un «modello oro» arbitrario per l'unità monetaria interna che sarà confrontato ogni giorno sul mercato internazionale dell'oro1con ogni valuta estera. Dai rapporti fra «oro-unità monetaria interna» e «oro-valuta estera» (secondo i prezzi del mercato libero) si dedurrà logicamente un rapporto «unità monetaria interna-valuta estera», che sarà utilizzato per effettuare la traduzione numerica fra queste due.

Caso B)

Un'altra alternativa -eccezionale per lo meno al principio- per effettuare commercio estero consisterà nel fatto che l'agente estero accetti pagare, od essere pagato, in unità monetarie interne (contro consegna della merce, se si tratta di un importatore). Evidentemente, il conto corrente aperto sarà valido soltanto entro la società geopolitica. Questo sarà il caso più frequente quando si parli di turismo estero o di investimenti esteri nel paese.

Con questo sistema sparisce qualunque possibilità di speculare sull'unità monetaria, e le fluttuazioni del valore di cambio di questa rispetto a tutte le altre valute dipenderà soltanto dall'evoluzione del mercato di produzione.

4. Invenzione di danaro straniero.

La stessa strategia di invenzione di danaro comunitario che abbiamo visto nel mercato interno si può applicare, se è necessario, al commercio estero d'accordo sempre con gli eccedenti esistenti.

Quando tutta la produzione non può essere assorbita dal mercato interno -nonostante i crediti concessi e i fondi distribuiti- si possono allora concedere «crediti e finanze» ai paesi esteri interessati nelle merci.

Così il commercio estero diventa il terzo canale di uscita del mercato interno.

Nello stesso modo, qualunque stato straniero (trattati bilaterali), gruppi di stati stranieri (trattati multilaterali), qualunque ditta o gruppo di ditte straniere possono concedere allo stato dei crediti per investimento o finanze di consumo, entro l'esercizio contrattuale legale di confronto dei suoi interessi con quelli della società geopolitica indigena.

La formula per l'equilibrio delle bilance del commercio estero è quindi la seguente, molto semplificata:

                    Ip + Ie + idp
Commercio Estero = --------------- = 1
                    Ep + EE + ide

Ip = importazioni private.
Ie = importazioni per crediti e finanze concesse all'estero.
idp = interessi e restituzione di capitali, crediti e finanze, che evidentemente provengono dall'estero.
Ep = esportazioni private.
EE = esportazioni per credito e finanze concesse all'estero.
ide = interessi e restituzione di capitali, crediti e finanze concesse.


Nota:

1Il prezzo del metallo oro fissato a Londra è accettato da tutti i paesi del mondo; questo permette stabilire l'equivalenza rispetto al mercato estero ed evita ritornare alla moneta concreta, nè intrinseca nè estrinseca.

Capitolo 12. Distribuzione solidale della massa monetaria comunitaria. Moneta telematica e strategia di mercato. Indice. Moneta telematica e strategia di mercato. Capitolo 14. Nuove norme di mercato. Moneta telematica e strategia di mercato.

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