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Breve storia della moneta.
Agustí Chalaux de Subirà, Brauli Tamarit Tamarit.

Il Capitalismo Comunitario.
Agustí Chalaux de Subirà.

Uno strumento per costruire la pace.
Agustí Chalaux de Subirà.

Leggende semitiche sulla banca.
Agustí Chalaux de Subirà.

Moneta telematica e strategia di mercato.
Magdalena Grau, Agustí Chalaux.

Omaggi e biografie:

Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).

Due interviste a Martin Armstrong. Il visionario.

Martin Armstrong, un consulente bancario indipendente che ha perfezionato lo studio dei cicli economici di Kondratiev, aveva già previsto che la nascita dell’euro portava in sé il seme della sua distruzione, dato che si trattava di un’unione monetaria senza un’unione fiscale e senza unificare il debito. O, detto in un altro modo, senz includere la capacità pubblica di inventar e disinventare denaro senza generare indebitamento.

In questo momento ci avverte di una nuova crisi, che potrebbe essere colta per imporre l’eliminazione del denaro anonimo, ma con una rete monetaria non in mano di una giustizia indipendente, ma nelle mani delle banche, per cui si porterebbe a termine una vera tirannia telematica, in cui l’individuo che protestasse potrebbe essere arbitrariamente privato di ogni capacità di acquisto.

Vi offriamo due interviste che spiegano l’azione perseverante di Martin Armstrong. Approfittiamo questo eccellente lavoro per rivendicare un Sistema Generale che introduca un’economia al servizio delle persone e dei popoli, lontana sia dalla tirannia telematica come dall’(anti)sistema corrotto ed irresponsabile che è andato avanti durante 4300 anni.

Gruppo del Centro di Studi Joan Bardina.
Mercoledì, 1º luglio 2015.
Traduzione: Loto Perrella.


La Vanguardia. Logo.La Vanguardia. Giovedì 25 giugno 2015. La Contra.

Martin Armstrong, consulente finanziario indipendente.

«Ad ottobre avremo una crisi del debito dei governi.»

Storie scabrose.

Fra un whisky e l’altro mi racconta la sua storia, che ho potuto conoscere nel magnifico cortometraggio The forecaster, di Marcus Vetter, emesso a DocsBarcelona, e che spiega con rigore dati e testimonianze di come il suo modello di predizione economica l’ha portato a consigliare governi e investitori internazionali, di come i banchieri più potenti di Nuova York cercarono di rovinarlo, accusandolo di aver truffato 3.000 milioni di dollari, e di come la CIA cercò di impossessarsi del suo sistema per evitare che rendesse pubblico lo schema piramidale sul quale si è basato il debito mondiale durante decenni. Sono anni che Armstrong annuncia che il 1º ottobre 2015 ci sarà una crisi del debito che scuoterà l’economia mondiale.

Martin Armstrong. Foto: Inma Sainz de Baranda.
Martin Armstrong. Foto: Inma Sainz de Baranda.

-A 15 anni lei era già milionario.

-Ho fatto i soldi comperando e vendendo monete antiche. Ai 23 già pubblicavo delle predizioni sul mercato dell’oro, consigliando gli investitori e persino delle banche svizzere.

-Lei aveva sviluppato un modello economico che dimostra matematicamente l’esistenza di cicli nell’economia.

-Ero molto interessato a sapere il perché del ciclo di aumenti e diminuzioni nei mercati. Avevo studiato ingegneria informatica e intelligenza artificiale, e nel 1972 creai un programma che metteva in rapporto diversi campi e dati economici con la mia gran passione, la storia. Il programma analizzava una gran base di dati alla ricerca di un modello che spiegasse le oscillazioni dell’economia mondiale.

-E lo trovò.

-Osservai che i panici finanziari, dal 1683 fino al 1907, erano separati da una media di 3.141 giorni (8,6 anni), il numero pi moltiplicato per mille. E così è sorto il mio codice, che non solo prevede la caduta delle economie, ma predice anche le guerre ed le alternanze politiche.

-Divenne il consulente più richiesto del mondo.

-Nel 1983 fondai il Princeton Economics Group, e continuai a crescere con rappresentanze in tutti i mercati del mondo. Molti governi richiesero i miei servizi, ma non necessariamente facevano quello che raccomandavo.

-Lei predisse il crollo del 1987, il collasso del Nikkei (1989), e il collasso finanziario della Russia del 1998, trenta giorni prima che succedessero.

-Tutto è in rapporto con tutto: se per esempio qualcuno decide di occupare un paese, prima avvengono grandi movimenti di denaro. Quando il London Financial Times pubblicò in prima pagina la mia predizione del crollo finanziario della Russia, la CIA volle comperare il mio programma, ma mi rifiutai, perche non lo volevano per aiutare la gente, ma per controllare il potere.

-Non penso che abbiano rinunciato molto facilmente.

-Io sono un buon programmatore, tutti i miei computer erano collegati fra di loro, e se uno subiva un’interferenza il sistema smetteva di funzionare.

-Lei è stato invitato a far parte di un gruppo di banchieri influenti.

-Si, il Club di Nuova York di investitori, gente che lavorava con i fondi a rischio. Non volli entrare a far parte del loro sistema di vita. Io viaggiavo già in prima classe, dormivo nei migliori alberghi, avevo una casa splendida... Dopo un certo livello è impossibile vivere con più lusso e spendere di più, allora guadagnare soldi diventa il gioco del Monopoli, si comprano e si vendono società. Non volli andare oltre questa linea.

-Per una questione etica?

-Prima la banca aveva cura dei suoi clienti, si creavano ditte nuove che offrivano posti di lavoro. I crediti sono per questo. Oggi tutti funzionano come banche di affari, non gli importa nulla, ti lasciano i soldi e vendono il tuo debito ad altri, è tutto.

-La sua genialità è stata punita con undici anni di prigione.

-Nel 1999 avvisai Amada Corporation, un importante cliente giapponese del ramo del metallo, che il club degli intoccabili – Goldman Sachs e un gruppo di banche di investimenti – stavano per manipolare il prezzo del mercato del metallo.

-Lo dedusse il suo computer?

-Si, e questo causò grandi perdite inattese al club. La reazione fu che mi accusarono di truffa e venni denunciato, assieme a due impiegati del Republic Bank of New York, per cospirazione.

-Fu condannato.

-Io registravo tutte le conversazioni per dimostrare che il mio lavoro era legale, ma la giudice non ammise queste registrazioni come prove della mia innocenza. In modo incredibile, nominò amministratore della mia società ad un alto dirigente della Goldman Sachs. Nel 2001 il Republic Bank of New York (già HSBC) fu dichiarato colpevole di truffa e costretto a pagare il risarcimento danni, dopo aver verificato che non c’era stata alcuna truffa.

-E perché non fu rilasciato?

-All’ HSBC, un membro del club, non interessava che io parlassi. Inoltre la CIA voleva il mio possente programma, e io continuavo a non darglielo. Dopo quei sette anni, mi tennero altri cinque per oltraggio all’autorità.

-Come finì la storia?

-Fui fortunato. Il mio caso arrivò alla Corte Suprema e fui rilasciato nel 2011. Le banche dovettero pagare 5.700 milioni di dollari in multe per atti criminali, quelli che io avevo incominciato a denunciare nel 1999.

-Cosa imparò in prigione?

-A non arrendermi mai, e non mi pento. Ora avrei voluto andare in pensione, ma i miei clienti sono riapparsi perché sanno che io non faccio parte della politica né dei banchieri. A settembre metterò il mio programma nell’internet perché sia disponibile gratis per tutti, e spero che aiuterà a produrre dei cambiamenti politici.

-Quali sono oggi i suoi pronostici?

-A ottobre di quest’anno incomincerà una crisi dei governi (storicamente nessuno è sopravvissuto) che raggiungerà il suo punto massimo nel 2017, e questi saranno obbligati ad essere più aggressivi con i cittadini per mantenere il loro potere, con più tasse e sopprimendo il più possibile il diritto di voto.

-Che cosa spera?

-Che i cittadini diventino coscienti di come vengono ridotti i loro diritti, già ci stanno preparando per eliminare la moneta e perché andiamo avanti elettronicamente attraverso le banche, e così non abbiamo capacità di manovra.

Ima Sanchís.
Traduzione: Loto Perrella.


Die Welt. Logo.Die Welt. Giovedi, May 7, il 2015.

Ci sarà un gran crash.

Martin Armstrong previde la crisi, nel suo ruolo di veggente e stella dei mercati finanziari. Poi andò in prigione senza un processo, ed ora sta facendo i suoi conti ed annuncia il prossimo crash, compresa la data.

Di Nando Sommerfeldt, Holger Zschäpitz.

L’analista Martin Armstrong si lancia a fare dichiarazioni precise sulla caduta delle borse basandosi su modelli informatici. Foto: Steffen Roth.
L’analista Martin Armstrong si lancia a fare dichiarazioni precise sulla caduta delle borse basandosi su modelli informatici. Foto: Steffen Roth.

La caduta di Roma è costata a Martin Armstrong attorno al 100 milioni di dollari. Tutto questo danaro è passato per le sue mani in un periodo di circa 30 anni, per stabilrie le cause della caduta economica dell’impero romano. Lui voleva stabilire la velocità alla quale era avvenuta in realtà la fine. Per questo fu necessario trovare e comperare tutte le monete disponibili. Pensava di poter scoprire la velocità della caduta di Roma studiando il calo del contenuto in oro delle monete.

Armstrong è un uomo che vuole sapere le cose con precisione ed a questo fine non risparmia sforzi o spese. Ha sviluppato il “Codice Pi”, che ancora oggi molti esperti  considerano una specie de formula mondiale. Egli mostra il funzionamento dell’economia mondiale e manifesta l’eterno avvicendamento delle economie.

In verità, Armstrong ha già preannunciato delle crisi con la precisione di un giorno. Così, per esempio, annunciò il “Lunedì Nero” dell’autunno 1987, la prima caduta delle borse dalla Seconda Guerra Mondiale. In quella circostanza l’indice Dow-Jones subì una perdita del 22 per cento, la più alta della sua storia in una sola giornata. Inoltre Armstrong annunciò con precisione la caduta dell’indice Nikkei del 1989 e la crisi russa del 1998.

Pure più vicino nel tempo è stato eccezionalmente preciso. Nel 2012 annunciò che la banca svizzera non avrebbe potuto mantenere l’abbinamento con l’euro per molto tempo ed in questo modo tener testa al mercato dei titoli azionari. La sua predizione è divenuta realtà al principio di quest’anno.

Queste crisi furono previste da Martin Armstrong:

Lunedì Nero. Indice Dow-Jones in punti. Gennaio 1987 -> Gennaio 1989. Foto: Infografik Die Welt.
Lunedì Nero. Indice Dow-Jones in punti. Gennaio 1987 -> Gennaio 1989. Foto: Infografik Die Welt.

La prima caduta della borsa dopo la Seconda Guerra Mondiale fu il Lunedì Nero, nel quale il Dow-Jones perse quasi una quarta parte del suo valore in una giornata. Nella storia delle finanze prese il nome di Lunedì Nero.

Punto più alto del Nikkei. Indice in punti. Gennaio 1989 -> Gennaio 1991. Foto: Infografik Die Welt.
Punto più alto del Nikkei. Indice in punti. Gennaio 1989 -> Gennaio 1991. Foto: Infografik Die Welt.

Dopo la cresta del 1990 fino ad oggi il Nikkei non si è più ripreso.

Crisi Russa. Indice RTS in punti. Giugno 1997 -> Giugno 1999. Foto: Infografik Die Welt.
Crisi Russa. Indice RTS in punti. Giugno 1997 -> Giugno 1999. Foto: Infografik Die Welt.

L’indice indicatore russo RTS (Russian Trading System) cadde fortemente nella seconda metà degli anni ’90.

Forse questo successe pure con la collezione di monete romane. Faceva parte di una delle banche di dati economiche complete. Assieme ad un esercito di centinaia di collaboratori Armstrong raccolse informazione degli ultimi 6.000 anni.

La sua formula mondiale, con la quale fece milioni, risvegliò cupidigie e fu la causa di uno degli scandali finanziari più misteriosi della storia dell’economia. In modo assolutamente sorprendente egli fu imputato di aver truffato i suoi clienti di centinaia di milioni di dollari per mezzo di un sistema di palla di neve. Trascorse dodici anni della sua vita dietro le sbarre senza essere mai stato condannato.

Rispetto alle circostanze del suo imprigionamento ci sono diverse versioni. L’autorità borsistica americana SEC parla di un caso di colpevolezza confessata da Armstrong. Questa confessione sarebbe stata fatta sette anni dopo i fatti. Lo stesso Armstrong si considera un innocente che ha dovuto trascorrere dodici anni in prigione senza prove valide né essere stato condannato.

The forecaster. English poster.La sua storia con la formula mondiale e la sua carcerazione sono così spettacolari, che il regista tedesco di documentari Marcus Vetter ne fece un film. La pellicola «The forecaster» arriverà ai cinema tedeschi il 7 maggio. Per incominciare quest’uomo di 66 anni dà un’occhiata alla sua vita, la sua formula, e i suoi nemici. E dà la data per il prossimo crash.

Die Welt: Investitori di successo, come Warren Buffet, George Soros o anche Bill Gross, sono leggenda. Però solo ragazzi cattivi come Nick Leeson, Jordan Belfort o naturalmente Gordon Gekko, sono diventati stelle del cinema. Ora arriva lei e la sua storia. È anche lei un ragazzo cattivo?

Martin Armstrong: No. D’altra parte non abbiamo mai avuto dei problemi con Nick. Lui ci ha sempre pagato. Ma potrei raccontarle alcune cose su di lui ed i suoi allegri rapporti con le banche. I banchieri hanno bisogno di questi cattivi isolati, per allontanare da sé i loro misfatti. Ma io ho diversi resoconti di banchieri e non molto tempo fa chiesi loro se era fisicamente possibile non sapere dove era sparito un miliardo di dollari.

Die Welt: E che cosa hanno risposto?

Armstrong: Una risata. Ma la domanda era seria. D’altra parte i banchieri, come Goldman Sachs, affermano ripetutamente: «Abbiamo perso otto miliardi di dollari, e non abbiamo idea di dove sia el danaro.» Questa è una sciocchezza. La verità è che, finalmente, non c’è stato nessun colpo di mano bancario.

Die Welt: Ma lei l’hanno trattato come un rapinatore di banche ed ha trascorso dodici anni in prigione.

Armstrong: Si, ma io ci sono cascato in prigione. Non sono mai stato condannato. Il tribunale affermava che io avevo fatto qualche cosa illegale, ed io dicevo di no.

Die Welt: Lei non fu mai condannato, ma non ottenne la libertà per anni.
Come puo essere una cosa così?

Armstrong: Io lo chiamerei un pareggio alla messicana. C’era un conflitto nel quale nessuna delle due parti poteva vincere. Il legislatore voleva la mia informazione ed io mi rifiutai di dargliela. Come conseguenza mi tennero in prigione. Non c’era nessun’altra base.

Die Welt: Lei è stato accusato di aver truffato i suoi clienti più di 700 milioni di euro per mezzo del sistema della palla di neve.

Armstrong: Si, ma questo è falso. La mia banca – come fanno molte banche –da un giorno all’altro s’impadronì del mio denaro. E la mattina dopo non lo restituì ai nostri conti. Era scomparso. Non abbiamo messo in atto nessun sistema della palla di neve. La banca ci ha imbrogliato. Tenne i soldi.

Die Welt: Cos’è successo allora?

Armstrong: Abbiamo cercato di sporgere querela e presentammo una procedura giudiziaria urgente, ma il governo si oppose. Protesse la banca e incriminò me.

Die Welt: Non le sembra paradossale che nessun banchiere sia finito in prigione per i maneggi della crisi finanziaria, e che lei abbia trascorso dodici anni dietro el sbarre?

Armstrong: Non è paradossale, è logico. Dopo tutto le banche lavorano gomito a gomito con i governi. Hanno l’incarico di sistemare il debito dello stato. Questo è il problema centrale. Ogni giorno gonfiano il mondo un po’ di più. Lo stretto rapporto fra politica e banche è il problema centrale della nostra economia. Si appoggiano a vicenda.

Die Welt: Bear Stearns e Lehman furono passati a fil di spada.

Armstrong: È vero. A Washington non hanno dimenticato che Bear Stearns nel 1998 si rifiutò di partecipare nel salvataggio dei Hedge Funds LTCM. E Lehman era uno dei principali rivali della banca Goldman Sachs, prossima al governo. Il ministro del tesoro Hank Paulson ha tolto di mezzo un rivale della sua antica ditta.

Die Welt: I teorici della cospirazione non potrebbero spiegarlo meglio.

Armstrong: È la verità. Lo stretto rapporto fra la politica ed il club dei banchieri è la ragione per la quale ho accettato che si faccia il film.

Die Welt: Il Wall Street Journal negli anni ’80 scriveva che quelli che pensano che parlare costa poco, non hanno mai parlato con Martin Armstrong. Allora lei percepiva una parcella di 30,- dollari per minuto. Quanto percepisce oggi?

Armstrong: Gli affari vanno bene. Non posso dire altro.

Die Welt: Presuntamente lei ha trovato la formula mondiale ed è di nuovo un uomo corteggiato, che mette in guardia contro il gran collasso finanziario. Ha una soluzione anche per questo problema?

Armstrong: Dobbiamo trasformare questo debito in capitale produttivo. Nel caso di ditte eccessivamente indebitate, i debiti devono essere scambiati con partecipazioni nelle ditte stesse. I creditori di una ditta insolvente diventano i suoi proprietari inattesi. Per questa ragione devono assumere la responsabilità dei debiti davanti allo stato.

Die Welt: Con quale titolo di proprietà vorrebbe scambiare i debiti statali? E nel caso dei detentori di debito federale, otterrebbero partecipazioni nella cancelleria federale o in altre proprietà dello stato, como società pubbliche?

Armstrong: Nel mio modello i creditori non ricevono nessun pagamento fisso di interessi dallo stato tedesco. Piuttosto il denaro scorre verso investimenti produttivi, verso ditte che creino posti di lavoro.

Die Welt: Questo suona come grande capitalismo di stato, nel quale i burocrati investono danaro in qualunque ditta.

Armstrong: Neanche affatto! Le cedole che i creditori tedeschi ricevono per i loro prestiti allo stato si possono cambiare per partecipazioni in ditte a loro scelta. In questo modo c’è molto capitale a disposizione con il quale si finanziano le imprese private e si incentiva la loro crescita.

Die Welt: O un sistema di proprietà popolare controllata dallo stato.

Armstrong: Non mi piace nessun sistema imprenditoriale statale. Devono essere ditte esclusivamente private. Gli stati non creano nulla, non producono nulla. Le amministrazioni non sono in condizioni di portare a termine nessuna azione intelligente, neanche un distributore automatico di  gomma da masticare.

Die Welt: Chiedo scusa?

Armstrong: Gli stati non sono neanche capaci di pagare i loro debiti.

Die Welt: E perche dovrebbero pagare i loro debiti gli stati, se loro vivono eternamente, al contrario di quello che sucede con i soggetti economici?

Armstrong: Semplicemente perche il sistema non funziona. Come ho già detto, le amministrazioni non producono assolutamente nulla, non sono in condizioni di dirigere le cose in modo efficace. Come scelta, le amministrazioni continuano ad aumentare le imposte per poter far fronte a debiti sempre più alti.

Die Welt: Quale cambio politico raccomanda?

Armstrong: La politica non impara dai suoi errori. Già Marx e Keynes dicevano che le amministrazioni devono affrontare e agevolare gli eventi della vita economica. Ma questo non funziona. Il ciclo vince sempre. Questo fa parte della natura umana, ed io l’ho scoperto nel corso delle mie ricerche storiche.

Die Welt: Ma se tutti gli attori conoscono la formula mondiale ed agiscono contro il ciclo, allora la formula perde il suo valore.

Armstrong: Il ciclo non morirà mai. Persino quando si dice a un bambino di non toccare il fuoco, ogni bimbo vuole fare la sua esperienza. E questo è proprio quello che succede con gli attori economici adulti.

Die Welt: Come dovremmo investire i nostri soldi in queste circostanze?

Armstrong: La cosa migliore è seguire i ciclo, invece di lottare contro di lui. Esserci sempre quando va in su, e ritirarsi quando ha raggiunto il punto più alto.

Die Welt: È più facile dire che fare. Concretamente, che cosa dovremmo fare?

Armstrong: In questo momento, in ogni caso allontanarsi dai debiti di stato, che sono disperatamente sopravalutati. Qui arriverà il gran crash. Il mio modello annuncia il crash per il 1º ottobre.

Die Welt: Ma le azioni sono ancora in buona salute, soprattutto la Dax.

Armstrong: Molti investitori continuano a speculare sul crollo dell’euro. Comprano azioni tedesche o debito federale perchè sanno che questi investimenti in caso di dubbio si valuteranno in marchi tedeschi forti e non in monete deboli. E le probabilitá del crollo dell’euro sono molto forti.

Die Welt: Puo dare dei dati più concreti?

Armstrong: Direi che il rischio di caduta è del 90%. Tutto il progetto è stato assolutamente male impostato. Perche l’euro avesse una probabilità davanti al dollaro si doveva aver lavorato dal principio su un mercato del debito unificato. Le grandi ditte di investimenti vogliono investire su centinaia di miliardi in prestiti statali in euro unificati e non in prestiti federali o in titoli di credito italiani.

Die Welt: È a favore dell’unificazione del debito?

Armstrong: Si possono prendere gli Stati Uniti come modello. Dal principio Alexander Hamilton ha messo assieme i debiti statali degli stati federali in un unico prestito: più avanti gli stati federali passarono a dipendere da se stessi. Dovevano assumere i loro debiti ed esserne responsabili. Se soltanto la California fa fallimento, né il dollaro né il sistema bancario degl USA vanno rovina. È proprio il sistema americano che abbiamo suggerito alla commissione europea, quando richiese il nostro consiglio per l’introduzione dell’euro. Il debito unificato è la colonna vertebrale per stabilire la base di un progetto dell’euro come sistema monetario della comunità.

Die Welt: Che cosa hanno risposto?

Armstrong: Risposero che dal punto di vista politico non si poteva fare, che bisognava incominciare con l’euro e più avanti regolare il tema del  debito. Pertanto anche il Bundesbank era contro l’euro e continuava a passarci informazione attendibile.

Die Welt: Il Bundesbank ha visto l’errore della nascita dell’euro?

Armstrong: In ogni caso è stato un errore non aver dotato l’euro con i prestiti pubblici comuni. Per questo oggi giorno il sistema bancario europeo è così instabile. Le istituzioni non possono comperare carta sicura ed uniforme, devono comperare carta greca, italiana o spagnola, e quando uno stato ha avuto problemi anche le banche hanno barcollato. Se si fossero costituite delle riserve unite con prestiti unificati, l’eurozona si troverebbe oggi molto meglio. Ora abbiamo questa terribile rete di problemi statali e fallimenti bancari.

Die Welt: Il presidente del Bundesbank Jens Weidmann esprime oggi la necessità di rompere questo cerchio diabolico fra le banche e gli stati.

Armstrong: È troppo tardi. Tutto il sistema finirà col venire giù prima o poi.

Die Welt: Quando sarà il crollo?

Armstrong: L’economia dell’eurozona si trova ancora in recessione nonostante tutti i calcoli, compresi gli Stati Uniti. Abbiamo avuto appena una piccola ripresa dopo la crisi finanziaria del 2008. Oggi ci sono ancora molti uffici vuoti. La ripresa dei mercati azionari nasconde appena la vera situazione dell’economia. Tutti vogliono assicurare il loro denaro.

Die Welt: Ed ora?

Armstrong: Non resta un posto dove si possano mettere i soldi con sicurezza. Forse negli Stati Uniti, dopo che sia scoppiata la bolla del debito statale, ci sarà di nuovo la possibilità di salire, dopo una reimpostazione dei titoli azionari. Ma anche allora in qualunque momento arriverà la fine.

Die Welt: Che cosa dice il suo modello?

Armstrong: Il gran crash arriverà nel 2017 o 2018.

Traduzione: Loto Perrella.

Link alla storia originale in tedesco:

http://www.welt.de/finanzen/geldanlage/article140550440/Es-wird-zu-einem-grossen-Crash-kommen.html

Armstrong Economics web:

https://www.armstrongeconomics.com


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