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Breve storia della moneta.
Agustí Chalaux de Subirà, Brauli Tamarit Tamarit.

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Agustí Chalaux de Subirà.

Leggende semitiche sulla banca.
Agustí Chalaux de Subirà.

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Magdalena Grau, Agustí Chalaux.

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Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).


Capitolo 8. IMPUNITÀ E DISORDINE

Queste caratteristiche strumentali della moneta facilitano ogni tipo di crimini e delitti per, con ed attraverso di essa; rendono impossibile un sistema metrico ed informativo (multi-captore) di tutti i dati significativi di ogni atto di compra-vendita; e per tanto, impediscono la confutazione o conferma sperimentale delle diverse teorie e politiche economiche.

"Chi paga, comanda" e "fatta la legge, trovato l'inganno" sono aforismi nati dal fatalismo storico di un contesto in cui questo tipo di moneta anonima ha lasciato impuni -per mancanza di prove o per "pressioni" ben pagate- la maggior parte di crimini e delitti: tradimenti, traffici d'armi o di droghe o di persone, guerre, attentati, sequestri, falsificazioni, frodi fiscali, doppie contabilità, false testimonianze, prevaricazioni, corruzioni, uso illecito di denaro pubblico, omicidi, calunnie, rapine, furti, truffe, speculazioni... E per altro verso le teorie e le politiche economiche sono in crisi permanente, prive di un sistema di confutazione sperimentale che le faccia passare per il setaccio dei fatti e non per quello degli interessi dei gruppi di potere o del "prestigio" degli economisti che le difendono.

Per spiegare le tre disfunzioni basilari del sistema monetario attuale non c'è niente di meglio che ricorrere ai fatti ed alle testimonianze. Fatti che parlano da soli. Fatti che vengono dati come una costante fatalità storica con la quale dobbiamo convivere, confidando nel fatto che la moralità e la buona volontà delle persone evitino una loro ulteriore estensione. Si attaccano gli effetti ma non si mettono in discussione le facilitazioni strumentali che gli permettono di estendersi. Perchè darsi da fare se la causa è trascendente, se la cattiveria umana è consustanziale all'uomo?
Rispetto alla prima disfunzione, si espongono alcuni fatti apparsi sulla stampa quotidiana in questi ultimi anni, tra i quali appare ripetutamente l'esempio assai significativo, anche se non unico, dell'incapacità strumentale di farla finita col traffico di droga. Ci asterremo dai commenti. Le frasi in corsivo vogliono indicare alcuni degli aspetti da tenere in maggior conto. I dati che riproduciamo vanno considerati puramente orientativi. Su questi temi nessuno può, per definizione, sapere nulla di esatto.

Prima parte. La moneta anonima (di metallo o di carta) impedisce di prevenire, scoprire e condannare la maggior parte delle azioni criminali e delittuose.

Alcune cifre dell'anno 1985 in Italia sono terrificanti: la società Crimini S.p.A. fatturò 185 mila miliardi in un anno, una quarta parte del prodotto interno lordo. "Nelle sue diverse forme (Mafia, Camorra, etc.), e in diverse attività che vanno dalla prostituzione al furto di opere d'arte, passando per il traffico di droga e l'estorsione, la delinquenza organizzata suppone un fatturato di 185 mila miliardi annuali, e dà "lavoro" a quasi un milione di persone". "È l'impresa più importante d'Italia." "La gente considera meno gravi e di minore responsabilità, per doverli denunciare, i delitti "più diffusi", rispetto ai quali, a poco a poco, si va abituando." "Il traffico degli stupefacenti occupa il primo posto nel ranking economico dell'industria italiana del crimine." "1.Droga: da 40 a 70 mila miliardi. 2.Prostituzione: 20 mila miliardi. 3.Armi: 5 mila miliardi. 4.Ricatti ed estorsioni: 24 mila miliardi. 5.Furti e rapine: idem. 6.Contrabbando: 3.600 miliardi. 7.Contrabbando di opere d'arte: 2.400 miliardi. 8.Giochi d'azzardo: 8.400 miliardi. 9.Traffico di valuta: un bilancio di 60 mila miliardi e movimenti annui di 6 mila miliardi. 10.Attività illegali diverse: 18 mila miliardi." "La difficoltà, tuttavia, di combattere questa grande fabbrica economica clandestina è immensa. In primo luogo, è la mancanza di lavoro [...] che spinge molti giovani ad entrare nell'impresa del delitto. In secondo luogo, la facilità di guadagno di questo lavoro clandestino, nonostante il fatto che comporti maggiori rischi."

"I politici italiani, per finalità personali o per i propri partiti, intascano illegalmente 108 miliardi al giorno. La società Corruzione S.p.A. si trova al dodicesimo posto delle imprese italiane per volume di affari, dopo l'Olivetti e prima dell'Alitalia, se oltre alla corruzione politica si conta ogni tipo di corruzione economica in Italia, raggiungendo l'incredibile cifra di 18 mila miliardi annui."

"Gli spagnoli credono che la legge aiuta soltanto i ricchi. Del 61 per cento che opina che le leggi beneficiano alcuni gruppi più di altri, un 84 per cento crede che i favoriti siano i "ricchi", i "potenti" o la "classe alta", mentre solo un 10 per cento pensa che lo siano "quelli che governano", i "politici" o "i socialisti". Il 75 per cento opina che al momento di applicare le leggi si facciano differenze a seconda di chi si tratti."

"L'economia sommersa muoverà 1000 miliardi di pesetas nel 1989. La prostituzione, il prossenetismo, il traffico di droga, l'evasione di capitali, perfino il semplice lavoro a domicilio costituiscono oggi in Spagna un terreno adeguato per la generazione e diffusione di affari occulti. Più di tre milioni di spagnoli, secondo l'ultimo studio realizzato dal Ministero d'Economia, praticano qualcuna di queste attività che vengono solitamente occultate con intenzioni fraudolente." "Questa parte di popolazione occupata irregolarmente genera tra il 15 e il 25 per cento del totale del prodotto interno lordo, previsto in 42 mila miliardi di pesetas per l'anno 1989." "Gli spagnoli spendono ogni mese circa 72.000 milioni di pesetas in prostituzione, il che suppone annualmente qualcosa come 900.000 milioni pesetas di denaro nero. Con questa quantità si potrebbero coprire tutte le spese che sostiene attualmente l'Istituto Nazionale per l'Occupazione in sussidi."

"I sette grandi Stati d'Occidente, con gli Stati Uniti in testa, mostrano forti resistenze alla instaurazione di un sistema di verifica dei trasferimenti bancari internazionali di denaro nero generati dal commercio illegale delle droghe [...] si sono opposti per le ripercussioni negative che potrebbero produrre nel sistema finanziario internazionale." (!) "Il risultato è ovvio: finchè i narcotrafficanti continuano ad avere la possibilità di muovere annualmente 300 miliardi di dollari attraverso i canali del sistema bancario internazionale, non soltanto sarà impossibile che scenda la produzione e diminuisca la domanda di droghe illegali, ma per giunta aumenta sempre più il rischio che questo enorme potenziale di corruzione finisca per far marcire completamente banche, polizie e Governi." "È possibile che la timidezza dimostrata dai Sette Grandi al momento di agire contro il tallone d'Achille economico del narcotraffico sia condizionata almeno in parte dal peso che ha la droga nel commercio internazionale (un 9 per cento del totale, vale a dire il doppio delle transazioni petrolifere), ma allora non esiste nessuna giustificazione perchè si continui a far ricadere il grosso della repressione sui piccoli trafficanti e sui consumatori."
"Ciò che ci preoccupa non è soltanto la salute degli individui che viene pregiudicata, ma la partecipazione di gigantesche bande di criminali che distuggono la vita di individui e gruppi e, cosa non meno grave, che si sono impadronite di cinque o sei paesi in America Latina." "Un ristretto numero di criminali maneggia ogni anno attorno ai 100.000 milioni di dollari, più del prodotto nazionale lordo di 150 dei 170 paesi del mondo."

Soltanto negli Stati Uniti il narcotraffico genera degli ingressi lordi prossimi ai 100.000 milioni di dollari. Uno studio della WEFA riferito al 1986 fissava in 65.700 milioni di dollari gli ingressi lordi della delinquenza organizzata. Le cifre, colossali, rappresenterebbero almeno il 50 per cento dell'enorme e destabilizzante sacca di denaro nero che percorre il pianeta alla ricerca di un'apparenza legale. La frode fiscale semplice genera l'altra metà di questa sacca, che si completa con i fondi provenienti da altre forme di delinquenza e contrabbando, dal traffico d'armi, da "bustarelle" e corruzioni. È evidente che la sacca non può circolare senza trovare una strada nel sistema bancario internazionale."

"Denunzie diffuse negli Stati Uniti misero allo scoperto un'operazione coordinata dalla CIA che consisteva di un contributo di 10 milioni di dollari fatta dal colombiano "cartello di Medellín" e destinato alla "contra" nicaraguense. "La droga viene proscritta", confessa un agente antinarcotici nordamericano, "ma i soldi vengono ricevuti con beneplacito"."
"La Banca d'Italia chiede ai banchieri europei che si uniscano per impedire il riciclaggio di denaro sporco. La Cosa Nostra cercherà di aprofittare dell'entrata in vigore del mercato unico europeo per i suoi fini delittuosi. Il governatore della Banca d'Italia ha commentato che occorre una revisione degli strumenti e dei metodi di azione "per rendere più efficace l'attività di investigazione" di chi lotta contro Cosa Nostra, e per proteggere le banche "dalla strumentalizzazione della delinquenza organizzata [...] Una delle azioni più frequenti è quella d'introdurre l'obbligo di registrare le operazioni finanziarie delle importazioni rilevanti e dei suoi protagonisti, per rendere ricostruibili da parte delle autorità inquirenti i cammini ed i flussi finanziari di origine illecita"."

"Con le ingenti somme provenienti dalla droga, i mafiosi cercano di entrare come "signori rispettabili" nei consigli di amministrazione delle grandi banche e delle imprese finanziarie." "Per evitare il riciclaggio e l'ingresso della mafia nella banca, il governatore della Banca d'Italia ha dettato, tra le altre, le seguenti norme alle banche italiane: che registrino le operazioni di consegna in contanti di più di 20 milioni di lire e che conservino tutta la documentazione relativa alle diverse operazioni."

"La Mafia è oggi capace di minacciare l'autonomia delle imprese, distorce la libera competenza e destabilizza il settore dell'intermediazione finanziaria. La potenza finanziaria della Mafia costituisce una bomba a scoppio ritardato per il sistema finanziario internazionale. Con più di 600 societá specializzate nella locazione finanziaria, nel prestito personale o nel credito immobiliario, la Sicilia possiede una densità parabancaria tra le più alte d'Italia senza che la sua attività industriale o commerciale lo giustifichi. Curiosamente, queste società si concentrano nelle provincie in cui l'influenza di Cosa Nostra è maggiore."

Il delegato del Governo per il Piano Anti-Droga considera che "è relativamente semplice occultare la provenienza dell'ingresso proveniente dal traffico di stupefacenti attraverso una serie di operazioni finanziarie. Di fronte a ciò, l'indurimento delle normative relative a i movimenti finanziari "è servito più per deteriorare l'immagine politica dei legislatori che non per arrestare il movimento di denaro nero"".

Seconda parte. La moneta anonima rende impossibile la creazione di un sistema di misura affidabile, esatto ed esaustivo che eviti la falsificazione e manipolazione di dati.
Il professor Santos M. Ruesga (1988) considera che gli effetti dell'espansione dell'economia sommersa si possono situare a tre livelli:

a) Perturbazioni nel calcolo degli indicatori economici, alcuni sottovalutati ed altri sopravvalutati.

b) Divergenze tra obiettivi e risultati della politica economica. Nella misura in cui gli indicatori sono scorretti, si accentuano maggiormente i disequilibri che si volevano correggere.

c) Alterazioni nel funzionamento del sistema economico causate dall'elaborazione di misure di politica economica distorte nella loro intensità o direzione.

"Bisogna trattare con molta precauzione i risultati ottenuti, ed occorre mettere in evidenza che tanto i metodi d'estimazione diretta come gli indiretti peccano di importanti deficienze nel cogliere la complessa realtà del settore inosservato dell'economia." "Si vede sempre più la necessità di procedere a completare e migliorare i sistemi statistici che servono da base alla contabilità nazionale, con l'obiettivo di riempire i vuoti che vi si osservano e coprire così le parcelle relative alle attività non contabilizzate." Dopo quest'elenco di precauzioni, e nonostante una serie di liste di svariate e contraddittorie estimazioni per i diversi Stati, presenta una tavola dalla quale si deduce che la media dell'economia sommersa nei paesi della OCDE, nel 1978, poteva essere del 9 per cento del prodotto nazionale lordo, e che in due anni (dal 1978 al 1980) era aumentata all'incirca del 5 per cento.

"Dalla mia professione di statistico ho potuto apprezzare che, nel nostro paese, la mancanza di rigore è all'ordine del giorno, comprendendo tanto le incompletezze e la cattiva qualità dei dati di base come il trattamento e le modellizzazioni che vi si costruiscono attorno, a volte tanto pretenziose come inoperanti. La scarsa preparazione statistica e matematica degli economisti formatisi nelle università spagnole si trasforma a volte in un'ammirazione indiscriminata per le applicazioni complesse ed inintelligibili di questi metodi. E questo quando molti dei dati basilari -delle tavole d'input-output, delle contabilità nazionali, regionali, per non dire provinciali, trimestrali...- utilizzate per i modelli sono già frutto a loro volta di estimazioni soggettive; il carattere oggettivo delle prove statistiche risulta così ridimensionato in partenza, cosa che accade in maniera accentuata nel nostro paese. Però rinunciare a l'esercizio di applicazioni econometriche complicate, perchè si pensa che la povertà o scarsa qualità dei dati-base non le giustifica, è una decisione difficile per coloro che godono delle delizie di tali applicazioni. Inoltre, esiste sempre l'alibi che i modelli possono mettere in evidenza le incoerenze dell'informazione di base e persino correggerle."

"Anche nell'ingegneria sociale della politica economica è utile disporre di questi cuscini di equazioni tra i quali si può nascondere la responsabilità dell'azione. Viene da qui il fatto che, sia da parte di politici, sia di consulenti e tecnici, vengano spesso preferiti modelli più complessi ed inintelligibili, senza che peraltro sia certo che diano migliori risultati predittivi rispetto ad altri cammini più semplici e maneggevoli. In ogni caso, bisogna mettere in evidenza l'ambivalenza di queste tecniche, che per un verso sono di inestimabile aiuto per studiare il comportamento e l'evoluzione di determinate variabili, e permettono confutare e andar perfezionando, per tentativi del tutto leciti, le intuizioni e formule originarie, ma che per altro verso offrono ampi margini di manovra per giustificare, con ragioni presuntamente scientifiche, delle idee preconcette.
"Vanno in tal senso le interpretazioni di Harrod, che presenta come maggiormente realista la possibilità che "l'ingegneria macroeconomica si effettui cercando di massimizzare le possibilità elettorali del partito politico che detiene il potere in ogni dato momento, e non come risultato di un calcolo razionale su ciò che è conveniente per il benessere nazionale"."

Terza parte. L'attuale moneta ostacola la confutazione sperimentale delle teorie economiche per l'assenza di un sistema di misura completo e coerente.
"Qualunque sia il suo grado di interesse, sia potente o statica la sua struttura logica, sia o meno espressa in forma matematica, qualunque teoria che non possa confrontarsi coi dati empirici, o che sia in disaccordo con i fatti osservati, non ha alcun valore scientifico." Queste affermazioni possono sembrare ovvietà, e fino ad un certo punto lo sono, ma se venissero applicate rigorosamente farebbero crollare parti consistenti dell'economia standard."

"Nelle scienze economiche cosiddette "dure", le speculazioni più azzardate si scontrano presto o tardi con esperimenti e osservazioni che esercitano una pressione selettiva permanente; in economia, invece, si dà la pittoresca situazione che non c'è alcun criterio comunemente accettato per falsificare proposizioni, a parte quello della scorrettezza formale. La preoccupazione di stabilire un confronto sistematico tra le proposizioni teoriche e gli enunciati fattuali si trova molto spesso assente nelle ricerche considerate "di punta". Questa è, a mio avviso, una situazione deplorevole che occorre superare. Il nostro lavoro aspira a che la contrapposizione tra impostazioni rivali si sposti verso il terreno delle confutazioni empiriche, in modo che diventi più facile valutare i loro meriti e demeriti in maniera obiettiva."

"La modellizzazione scrupolosa e dettagliata di economie integrali comporta il porre e risolvere migliaia o milioni di equazioni simultanee. La conseguenza è che questi modelli non sono mai verificabili, perchè non c'è modo di conoscere tutti i parametri strutturali presunti o postulati, nè esistono, per il momento, artefatti capaci di processare tutta l'informazione potenziale con l'obiettivo di fornire un pronostico che possa essere confrontato coi dati effettivi. Dovrebbe risultare ovvio che finchè non si superi questa situazione, finchè non si trovino alcune connessioni (siano pure parziali o indirette) col piano della realtà, è grande il rischio che le speculazioni teoriche in economia non siano altro che entelechie teologiche vuote di contenuto fattuale. Non si tratta di un avvertimento figurato; in realtà, buona parte di ciò che viene pubblicato come ricerca di punta possiede questo carattere. Dietro una facciata formale di complessità a volte scoraggiante, i risultati sostantivi brillano per la loro assenza; lemmi e teorie si dimostrano solitamente secondo i procedimenti e le normative matematiche di rigore, ma la verità fattuale delle proposizioni resta quasi sempre nell'oscurità più completa, come se fosse priva di importanza."
"Spesso la teoria economica standard appare agli occhi delle persone di formazione letteraria come un sapere scientifico genuino e maturo. In gran misura si tratta di un miraggio. L'uso a profusione di tecniche matematiche di livello intermedio e perfino superiore è frequentemente un modo per mascherare e nascondere le enormi debolezze delle impostazioni e delle categorie di solito utilizzate, che per giunta molte volte sterilizzano le inquietudini e bloccano altre linee di avanzamento."


CONCLUSIONE

I fatti esposti in queste tre parti, se interconnessi, sono esplosivi. Al punto che si preferisce non accettarli. Qualora lo facessimo, verremo presi da un panico terribile. La situazione è caotica malgrado le apparenze "ordinate" conferitegli dalla società "dell'immagine". Di questi temi non sappiamo quasi niente, e quel poco che sappiamo fa rabbrividire. Non c'è una guida teorica, e quella che c'è non è verificabile.

Certamente, tutto ciò è molto complesso. Non tutto è, nè sarà, contabilizzabile o documentabile. Non è tutto, evidentemente, un problema strumentale. Ma nella misura in cui può esserlo, perchè non cercare di risolverlo? Non si potrebbe così contribuire a ridurre una parte della irraggiungibile complessità? Come documentare il crimine? Come ottenere dei dati affidabili? Come elaborare delle teorie confrontabili coi fatti? Ecco alcune delle questioni ancora irrisolte.

Note:

1 Crimen SA, "El País", 29-XI-1985.
2 La corrupció política mou a Itàlia mil milions diaris de pessetes, "Diari de Barcelona", 29-XI-1987.
"3 La Vanguardia", 11-V-1988.
4 "La Gaceta", 7-IV-1989.
5 Drogas y finanzas, "El País", 24-IX-1989
6 El semanario "The Economist" pide la legalización del consumo y distribución de las drogas, "El País", 4-II-1989.
7 La gran bola negra, "El País", 18-XII-1989.
8 Bancos de blanqueo, "El País", 22-IX-1988.
9 El Banco de Italia pide a los banqueros europeos que se unan para impedir el reciclaje de dinero sucio, "La Vanguardia", 8-IV-1989.
10 Campaña del Banco de Italia para prevenir el "blanqueo" de dinero negro de la Mafia, "El País", 9-IV-1989.
11 El dinero de la Mafia amenaza los circuitos financieros de la CE, "Cinco Días", 29-V-1989.
12 Diez maneras de "blanquear" el dinero del narcotráfico, "Expansión", 29-XI-1989.
13 RUESGA, Santos M., Al otro lado de la economía. Como funciona la economía sumergida en España, Editorial Pirámide, Madrid, 1988, pp. 57-58.
14 NAREDO, José Manuel, La economía en evolución. Historia y perspectivas de las categorías básicas del pensamiento económico, Siglo XXI, Madrid, 1987, p. 392.
15 Idem, p. 349.
16 ALLAIS, Maurice (Premi Nobel d'Economia 1988), L'economia com a ciència, 1968.
17 BARCELÓ, Alfons, Elogi de Maurice Allais, "Diari de Barcelona", 19-X-1988.
18 BARCELÓ, Alfons, Teoría Económica de los Bienes Autorreproducibles, Oikos-Tau, Barcelona, 1988, p. 8.
19 Idem, p. 199.
20 Idem, p. 199.








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